Il dialogo tra Zaia e i Berlusconi 'agita' Lega e Forza Italia

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AGI - Un incontro con Marina Berlusconi il 22 aprile, un mese dopo la sconfitta della maggioranza al referendum sulla giustizia. L'ospite, accolto nell'abitazione della primogenita del Cavaliere nel quadrilatero a Milano, è il leghista Luca Zaia.

L'incontro tra Zaia e Marina Berlusconi 

E basta l'accostamento tra i due nomi, anticipato da un quotidiano, per mandare in fibrillazione Lega e Forza Italia. In un momento delicato per la maggioranza e gli equilibri interni dei due partiti, Matteo Salvini reagisce in un primo momento non dando grande credito alla ricostruzione di Repubblica.

Ma quando, a mano a mano che le ore passano, emerge che entrambe le parti confermano il rendez-vous, alla presenza dell'a.d. di Fininvest Danilo Pellegrino, il capo leghista tende a sminuirne la rilevanza politica ma, allo stesso tempo, a stringere l'asse con il presidente del Consiglio regionale veneto.

Salvini: "Zaia può parlare di quello che vuole con chi vuole" 

"Zaia può parlare di quello che vuole con chi vuole", risponde Salvini ai cronisti. "Non siamo una caserma, siamo un movimento con migliaia di eletti che, giustamente, incontrano, fanno, discutono, a pranzo, a cena, a colazione. Non è che mi debbano raccontare cosa vanno a fare con chi", aggiunge, confermando di non essere stato avvisato.

Ai giornalisti che gli chiedono se abbia il timore che Zaia lasci la Lega, Salvini risponde: "Ma non scherziamo. Zaia ha fatto bene, se parla di editoria con uno dei principali editori italiani. Altrimenti con chi ne deve parlare di editoria?"

La versione di Fedriga

Stessa versione del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, ritenuto molto vicino all'ex collega veneto. "È stato un incontro non certo politico ma, credo, su contenuti editoriali. Se Luca avesse voluto parlare di politica avrebbe incontrato Tajani", sottolinea Fedriga.

Zaia e i 'caminetti' di Silvio Berlusconi 

Chi lo frequenta sa che Zaia e i figli di Berlusconi si conoscono dal primo mandato del leghista in Veneto, 2010-15, ovvero un periodo in cui l'ex governatore, per il suo ruolo e la vicinanza con Umberto Bossi, frequentava i "caminetti" di Silvio Berlusconi a villa San Martino, ad Arcore. E che quindi il dialogo non è iniziato ora.

I temi al centro del colloquio

L'incontro di aprile in corso Venezia viene riferito sarebbe stato focalizzato sulle iniziative editoriali di Zaia, che sta scrivendo un nuovo libro, un romanzo, e cura un podcast di successo, Il Fienile, oltre che sul tema dei diritti, del fine vita e dell'eredità politica di Berlusconi. Non è difficile, però, che il discorso si sia allargato alle prospettive dei due partiti del centrodestra, oltre che dei futuri scenari politici per la coalizione di governo.

I sospetti nella Lega e in FI 

L'interesse crescente dei figli del Cav sulle dinamiche di Forza Italia, con i cambiamenti pretesi ai vertici dei gruppi parlamentari scelti da Antonio Tajani, è sotto gli occhi di tutti e i più sospettosi nei due partiti potrebbero aver pensato a una operazione di "arruolamento" tra gli azzurri del campione di preferenze venete.

Il clima in Forza Italia

Ma in FI l'incontro non avrebbe destato grandi preoccupazioni. Anzi, nei mesi scorsi le dichiarazioni di Zaia sui diritti sono state rilanciate con enfasi dal vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, ritenuto vicino alla famiglia. Certo, potrebbe non essere una coincidenza che tra due settimane esatte gli azzurri andranno a congresso in Veneto, con candidato unico il fedelissimo di Tajani e arcinemico storico di Zaia, Flavio Tosi, che potrebbe non aver gradito un incontro del genere a ridosso dell'assise.

Le prospettive nella Lega

Nella Lega, la maggioranza segue il segretario nell'esprimere scetticismo riguardo a un eventuale trasloco dell'ex doge nel partito che fu di Berlusconi. L'avvicinamento di Zaia a temi più liberali è in corso da mesi ma non sembra inquietare i leghisti, che da tempo aspettano che Salvini lo nomini come referente del Nord.

Le mosse future di Zaia

Nei giorni precedenti all'incontro con Marina, viene riferito da fonti qualificate, Zaia avrebbe declinato la proposta avanzata da Salvini di nominarlo vicesegretario al posto di Alberto Stefani, che non sarebbe più nelle grazie del capo come prima del voto veneto.

Se resterà nella Lega, la strada dell'ex doge è comunque tracciata: dovrà candidarsi alle politiche per ingrassare i consensi del partito, quantomeno al Nord. Se poi non riuscirà a entrare nella squadra di governo, perché la Lega non avrà ottenuto abbastanza consensi o addirittura il centrodestra perderà le elezioni, resta sempre la carta di candidarsi ancora a Palazzo Balbi nel 2030, rivela chi lo conosce.

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