Il 41,5% dei bambini inizia a usare smartphone e tablet a due, tre anni

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AGI - A che età i bambini si affaccia all'utilizzo di uno smartphone o di un tablet? Tra i 2 e i 3 anni, e a farlo è il 41,5%. Se ci si ferma all'età dei 2 anni secchi, è il 19,3% dei bambini di quell'età a farlo. Un dato impressionante, forse anche inimmaginabile, eppure è così. Stando all'indagine 'Bambini Digitali' condotta dall'Associazione Dipendenze tecnologiche, Cyberbullismo e Hikikomori, diretta da Giuseppe Lavenia, con la Società italiana di Pediatria Condivisa e illustrata questa mattina nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi di lancio della campagna di comunicazione istituzionale 'Non è mai troppo presto' da parte del governo, con una serie di consigli, sono 9, sull'educazione digitale dei neogenitori. Sono intervenuti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con delega alle politiche contro la droga e le altre dipendenze, Alfredo Mantovano, il sottosegretario per l'informazione e l'editoria, Alberto Barachini, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il ministro per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, il fondatore della Fondazione Pensiero Solido, Antonio Palmieri, e per l'appunto Lavenia.

Dati sulla diffusione tra i bambini

La ricerca dice che l'età media di inizio esposizione agli schermi è tra i 2 e i 3 anni. Ma ancor più sorprendente è il dato secondo cui il 24% di quei bambini di quella fascia di età ha già un profilo social, evidentemente attivato da un adulto... Inoltre, il 50% utilizza WhatsApp e il 71% del campione risulta avere a disposizione un tablet per giocare o almeno per guardare video.

Comportamenti e abitudini familiari

Se si amplia la fascia di età da 0 a 6 anni, risulta che l'81% dei bambini utilizza da solo lo smartphone; il 60% dei genitori utilizza il telefonino in presenza dei propri figli, mentre il 38% dei genitori ha delegato ad Alexa, quando non all'intelligenza artificiale, il racconto delle favole.

Impatto e riflessioni degli esperti

Nel suo intervento Lavenia ha detto che "stiamo trasformando i nostri bambini, cioè i futuri adolescenti e poi adulti". Ha parlato di "forte pressione social", riferendo che "ci sono addirittura genitori che 'passano' ai figli 12enni i propri follower, perché altrimenti i ragazzini sarebbero degli esclusi". Ha riferito di disturbi dell'attenzione, "è stato documentato da ricercatori che occorrono 64 secondi per recuperare la concentrazione dopo aver ricevuto e quindi letto un qualsiasi messaggio arrivato su WhatsApp".

Rischi legati alla dipendenza digitale

Per Lavenia si sta determinando "la droga perfetta, l'anestetico perfetto: dipendenza e sofferenza" determinata dai social e si determinando "una dissociazione tra la capacità di rappresentare le nostre emozioni e quella di trasformarle in sentimenti, al punto che se vediamo qualcuno che ci cade davanti, anziché soccorrerlo lo filmiamo... Oggi il rifugio di questi ragazzi è nel device, domani troverà la risposta in una sostanza e dopo chissà in cos'altro.". E sotto gli sguardi, giustamente sconcertati, dei relatori al tavolo della conferenza è stato anche trasmesso un video in cui si vede una giovane mamma portoghese che sta allattando il proprio figlio neonato tenendo fissato su una spalla un telefonino che riprende la scena. E lo sguardo del piccolo non è verso la mamma che gli dà sostentamento e vita ma verso quella scatoletta...

 

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