AGI - I semi delle piante sono in grado di percepire il suono della pioggia e utilizzarlo come segnale per accelerare la germinazione. E' quanto dimostra uno studio guidato da Nicholas Makris del Massachusetts Institute of Technology insieme a Cadine Navarro, pubblicato sulla rivista Scientific Reports. La ricerca fornisce la prima evidenza diretta che semi e giovani piante possono rilevare suoni naturali e rispondere con cambiamenti biologici rilevanti per la crescita. Gli esperimenti sono stati condotti su semi di riso immersi in acqua, una condizione che riproduce l'ambiente naturale di coltivazione.
Il processo
I ricercatori hanno osservato che i semi esposti al suono prodotto da gocce d'acqua in caduta germinano dal 30 al 40% più rapidamente rispetto a quelli non esposti alle stesse vibrazioni, pur mantenendo condizioni identiche. Il fenomeno è legato alle onde sonore generate dall'impatto delle gocce sulla superficie dell'acqua o del suolo.
Queste onde producono vibrazioni che si propagano nell'ambiente circostante e raggiungono i semi, attivando un meccanismo cellulare specifico. In particolare, le vibrazioni sono sufficienti a spostare gli statoliti, piccoli organelli sensibili alla gravità presenti nelle cellule vegetali, il cui movimento funge da segnale per l'avvio della crescita.
Il suono della sopravvivenza
"Questo studio mostra che i semi possono percepire il suono in modo utile alla loro sopravvivenza", spiega Makris. "L'energia acustica della pioggia è sufficiente ad accelerare la germinazione". Per verificare questa ipotesi, il team ha condotto una serie di esperimenti su circa 8.000 semi, variando dimensione e altezza delle gocce per simulare piogge di diversa intensità. Le vibrazioni acustiche generate sono state misurate con strumenti specifici e confrontate con registrazioni effettuate in ambienti naturali, confermando la corrispondenza tra condizioni di laboratorio e realtà.
I risultati indicano inoltre che i semi più vicini alla superficie sono più sensibili al suono e germinano più velocemente, suggerendo un vantaggio evolutivo: la capacità di percepire la pioggia permetterebbe ai semi di attivarsi quando si trovano alla profondità ottimale per assorbire acqua e svilupparsi correttamente. Secondo gli autori, questo meccanismo potrebbe estendersi anche ad altri stimoli naturali, come vento o vibrazioni ambientali, aprendo nuove prospettive nello studio della percezione sensoriale nelle piante. La scoperta amplia la comprensione dei processi biologici che regolano la germinazione e potrebbe avere implicazioni per l'agricoltura e la gestione delle colture.


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