AGI - Il mercato degli smartphone pieghevoli in Europa sta uscendo dalla fase 'curiosità' per nerd e prova a consolidarsi come scelta premium. Non è ancora un prodotto di massa, ma i produttori descrivono una categoria che cresce e si differenzia (dai Fold che si piegano a libro ai Flip che ricordano il meccanismo dei vecchi cellulari).
Puntano su tre leve: affidabilità, software ottimizzato per il formato e valore d’uso quotidiano in termini di produttività, creatività e intrattenimento. Il freno principale resta il prezzo, insieme a una percezione di fragilità che, secondo i brand, è sempre meno giustificata.
Samsung: “Non siamo più in fase sperimentale”
Samsung sostiene che la categoria abbia ormai superato la fase di test: con “sette generazioni di Galaxy Z Fold e Z Flip”, Nicolò Bellorini, vicepresidente della compagnia sudcoreana, afferma che “non siamo più in una fase sperimentale" e assicura che "i pieghevoli sono diventati una categoria stabile e in rapida crescita nel segmento premium”, con una previsione di oltre 20 milioni di unità nel 2025.
La direzione è anche software: “stiamo ripensando il software in funzione del form factor”, con One UI progettata per schermi pieghevoli e un’integrazione AI che punta a rendere l’esperienza “multimodale” e più proattiva.
Sul concetto “smartphone-tablet”, Bellorini risponde che “i pieghevoli rappresentano già oggi quel ponte”, citando Fold come esempio di versatilità “da tablet” con portabilità da smartphone. “Ci crediamo ancora, è un mercato che si espande" aggiunge, "io penso che vedremo la categoria che crescerà molto ancora nel futuro”.
Honor: resistenza e batteria per superare la paura
Per Honor il tema è anche culturale. Secondo Pier Giorgio Furcas, capo de marketing dell'azienda cinese, una resistenza diffusa nasce dall’idea che “si possa rompere molto facilmente”, con costi di manutenzione percepiti più alti perché “non si ha un solo schermo da riparare, ma due”.
“Abbiamo lavorato tantissimo sulla resistenza del prodotto, oltre che spingere ancora di più sulla batteria” assicura Furcas citando l’evoluzione verso al silicio-carbonio. Oggi il segmento “si sta consolidando in modo maturo” e molte sfide iniziali su cerniere e schermi sono state superate, ma restano centrali i tempi di “percezione del pubblico e costi”. La visione è ambiziosa: i pieghevoli “hanno il potenziale per diventare il riferimento della fascia alta”, senza necessariamente sostituire del tutto gli smartphone tradizionali.
Huawei: il tri-fold resta (per ora) limitato dal costo
Huawei, attraverso Andreas Zimmer (Head of product for Europe), inquadra i pieghevoli in un mercato complessivamente “relativamente stabile” (con qualche lieve calo), e spiega che i foldable crescono all’interno di questa stabilità.
La domanda europea, dice Zimmer, “sta crescendo lentamente”: le prime generazioni avevano prezzi molto alti, quindi un mercato più piccolo. Ora, aggiunge, “si vedono sempre più pieghevoli arrivare su più fasce di prezzo”. Restano tuttavia prodotti costosi e la diffusione può dipendere anche “dai sussidi dell’operatore” che variano da Paese a Paese.
Il segnale positivo, nella sua lettura, è che “sempre più persone sono almeno interessate attivamente ad acquistare un pieghevole” e che “per strada se ne vedono di più”.
Sul tri-fold, Zimmer frena l’idea che possa diventare presto lo standard: “prima di arrivare a quel punto ci vorrà molto tempo”, perché “costruire dispositivi tri-fold è molto costoso”, la produzione è complessa e quindi “l’offerta resterà in qualche modo limitata” così come la domanda. E ricorda che la difficoltà principale dei pieghevoli è la cerniera, un componente dedicato che fa sì che “siano molto più difficili da realizzare di quanto sembri quando si ha un foldable in mano”.
Motorola: dal razr “apripista” ai foldable senza compromessi
Motorola descrive il segmento come ormai più maturo: “da curiosità tecnologica” a “segmento sempre più rilevante”, con cerniere più robuste, display più resistenti e prestazioni in linea con i top tradizionali. Ma riconosce che restano due freni: prezzo e percezione di durabilità su cui lavora con test e comunicazione, oltre che con scalabilità produttiva per “democratizzare” l’offerta.
Giorgia Bulgarella, capo del marketing di Motorola aggiunge la prospettiva dell'azienda: finora il foldable è stato “un mercato di nicchia” (attorno all’1% circa, variabile per Paese), ma il salto tecnologico è netto e oggi “non ci sono più compromessi”. E prevede che nei prossimi “12-24 mesi” il mercato “crescerà”, pur senza diventare il form factor dominante nel breve.
La strategia dichiarata è anche di allargamento: “abbiamo già provato a lanciare diversi prodotti su diverse fasce di prezzo per allargare il mercato” e “anno su anno raddoppiamo le vendite di questo mercato” in particolare sul fronte gaming e professionisti, con partnership legate all’entertainment.







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