I David di Donatello tra oro e proteste, trionfa "Le città di pianura"

6 giorni fa 26

AGI - Oro e proteste ai David di Donatello. “Le città di pianura” road movie ‘sbullonato’ nel Veneto rurale trionfa nella 71esima edizione della notte degli oscar italiani.

Ai David trionfa l'outsider Francesco Sossai 

L’outsider Francesco Sossai conquista 8 statuette (su 16 candidature) tra cui miglior film, regista, e attore con Sergio Romano (“Il nostro paese ha bisogno di essere visto e raccontato”). A secco di premi rimane “La Grazia” di Paolo Sorrentino (aveva 14 nomination).

Aurora Quattrocchi miglior attrice 

Aurora Quattrocchi, un pezzo della storia del cinema e del teatro, 83 anni, vince il suo primo David come migliore attrice (“Ah!” urla così la sua gioia). È la zia palermitana in “Gioia mia”, film della regista esordiente Margherita Spampinato (pure lei premiata con il David).

Le proteste nel 'contro David'

Assente dai festival internazionali (da Berlino a Cannes) il cinema italiano si festeggia su Rai Uno. Mentre l’oro degli oscar made in Italy brilla nel teatro 23 di Cinecittà, fuori dagli Studios - dall’altro lato di via Tuscolana - le maestranze protestano. E sono pronte a “fermare il set, a scioperare” per uscire dall’invisibilità.

“Premiate l’apparenza, al buio la maestranza”, è scritto su uno striscione (simbolo del flash mob promosso dal sindacato Usb e dal collettivo “Siamo ai titoli di coda”) mostrato da decine di lavoratori dello spettacolo durante il presidio di protesta.

Gli appelli tra cinema e politica 

Diversi gli appelli - tra cinema e politica - lanciati da attori e registi durante la cerimonia dei David di Donatello (4 ore di show concluso nella notte) condotta da Flavio Insinna e da una elegante Bianca Balti.

 Matilda De Angelis sostiene le maestranze 

Una robusta sponda alle maestranze arriva da Matilda De Angelis, miglior attrice non protagonista per “Fuori” di Mario Martone. “Mi spiace che si debba arrivare a vedere che viene umiliata un'intera categoria per ricordarci che esiste come accade con i lavoratori del cinema e dello spettacolo. Non capisco perché ci siamo lasciati abbrutire e umiliare invece di essere indomiti come Goliarda Sapienza. Il cinema deve essere pulito, onesto, sociale, politico. Non levateci la speranza, non levateci il futuro”, il suo appello.

Palestina e Gaza sul palco

Lino Musella miglior attore non protagonista (per “Nonostante” di Valerio Mastandrea) ringrazia dal palco “gli uomini e le donne della Global Sumund Flotilla e chi si batte contro gli orrori del mondo. Non smetterò mai di dire: ‘Palestina libera’”. Applausi dalla platea. Il miglior cortometraggio va a “Everyday in Gaza” di Omar Rammal (“ho raccontato la quotidianità delle persone che provano a sopravvivere tra le macerie”).

Il futuro del cinema italiano

Non c’è Italia senza cinema”, è grido che ha unito i tanti interventi dal palco. Un appello rivolto anche alle istituzioni. “Noi ci contavamo tanto su quel contributo del ministero che invece poi non è mai arrivato, i soldi non sono mai arrivati”, racconta Ilaria de Laurentiis, regista con Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti di “Roberto Rossellini - più di una vita” che ha vinto il David come miglior documentario. “Senza una lira, pieni di debiti, ma va bene lo stesso. Siamo felici e preoccupati per il nostro futuro, per quello del cinema italiano”, aggiunge.

Zalone premiato ma assente 

Tra i premi già annunciati, la statuetta come miglior film internazionale a “Una battaglia dopo l'altra” di Paul Thomas Anderson e il David dello spettatore a “Buen Camino” di Gennaro Nunziante con Checco Zalone (9.552.158 spettatori in sala) assente alla cerimonia.

 

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