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I candidati ai David di Donatello da Mattarella: "C'è preoccupazione per il futuro" - Fast.it

I candidati ai David di Donatello da Mattarella: "C'è preoccupazione per il futuro"

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AGI - Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. La cerimonia, condotta da Claudio Bisio, è stata aperta dalla proiezione di un video a cura di RaiTeche a cui è seguito l'intervento di Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell'Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello che ha letto un documento sottoscritto da associazioni e rappresentanze del cinema nel corso della presentazione dei candidati ai David di Donatello.

"Il nostro cinema è industria, arte, artigianato e rischio e non un circolo chiuso, come spesso viene raccontato", ha spiegato Detassis: "In questi giorni moltissime associazioni e rappresentanze del cinema hanno scritto una lettera aperta, un documento comune di cui leghiamo un passaggio significativo: i governi si alternano, il cinema resta, ha un respiro più lungo per questo chiediamo che il confronto con le istituzioni sia leale, aperto e costruttivo, un confronto che eviti che ogni segno d'allarme si trasformi in uno scontro. Non c'è Italia senza cinema. Il cinema italiano merita soprattutto grande rispetto", ha aggiunto Detassis.

Bisio: "Sono venuto in pace"

Sul cinema e il rapporto con le istituzioni si è soffermato anche Claudio Bisio, 'presentatore' dell'evento al Quirinale. "So che i legislatori in questo periodo hanno tanto da fare. Sono venuto in pace, ma con una piccola proposta, concreta. Voi sapete che quando si finisce di montare un film, prima che arrivino nelle sale c'è la proiezione per pochi addetti ai lavori. E spesso si dice una frase: 'Certo, dieci minuti in meno'. Ecco il cinema sarebbe bellissimo se avesse dieci minuti in meno. I cortometraggi sono nati così, di dieci minuti in dieci minuti in meno. Allora ministro", ha aggiunto con ironia rivolgendosi ad Alessandro Giuli, "mi posso permettere: lasciamo stare i tagli lineari e facciamo che per legge i film devono durare dieci minuti in meno. Però ci vuole un corollario: dopo nessuno potrà più dire la frase 'dieci minuti in meno'. Il cinema ci fa emozionare, ci descrive il presente e a volte immaginare il futuro. Io penso che il cinema ci piace farlo ma anche vederlo. Ma al cinema, non sulle piattaforme. I nostri film vanno visti al cinema, non sulle piattaforme. Sulle piattaforme vediamoci i film degli altri. Il cinema è bello, dai trailer all'audio, la sala strapiena, mi piacciono persino quei ragazzi che mangiano il pop corn e commentano ad alta voce le scene".

Mattarella accoglie l'appello delle associazioni

La cerimonia si è conclusa con il discorso del Presidente della Repubblica. Erano presenti i candidati ai Premi, il presidente dell'Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (Agis), Francesco Giambrone, il presidente dell'Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali (Anica), Alessandro Usai, esponenti della cultura, dello spettacolo e dell'industria cinematografica. Nel suo discorso, fanno sapere le associazioni di lavoratori del cinema, Mattarella ha dichiarato: "Oggi la comunità del cinema manifesta una diffusa preoccupazione per il futuro. Abbiamo poc'anzi ascoltato la presidente Detassis. A questo riguardo ho ricevuto a letto anch'io con vero interesse un documento delle associazioni del settore cinema e audiovisivo. Sono certo, anche avendo ascoltato le parole del ministro Giuli, che si riuscirà a trovare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze".

Giuli e la polemica del film su Regeni

Durante la cerimonia, nel suo discorso, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, era intervenuto sulla polemica legata al mancato finanziamento statale del film su Giulio Regeni. "Alcuni film hanno ottenuto finanziamenti pubblici immeritati, sia su base automatica sia su base selettiva. Altri, pur meritandoli, non li hanno avuti. Valga su tutti l'inaccettabile caduta sul docufilm 'Tutto il male del mondo', dedicato a Giulio Regeni, alla cui memoria vanno il mio pensiero accorato e la promessa, già in parte mantenuta, di mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale, laddove hanno prevalso invece l'opacità e l'imperizia. Mai più", ha detto in occasione della cerimonia di presentazione dei David di Donatello al Quirinale.

Giuli: "Il sistema va reso più giusto"

"Il sistema va reso più giusto, evitando che paure e allarmi si trasformino in conflitti ideologici, infecondi e nocivi" ha aggiunto Giuli sostenendo che "il ministero non vuole condizionare né a monte né a valle le decisioni dei competenti, sì che insieme alle associazioni di categoria stiamo lavorando per rafforzare la terzietà di giudizio, la trasparenza dei criteri e la responsabilità delle scelte. Più qualità - ha concluso - meno spazio all'ombra della politicizzazione".

Le parole all'uscita

All'uscita i presentatori della serata di domani e i candidati si sono fermati a parlare con la stampa, commentando anche la proposta di varie associazioni di categoria di boicottare i David per protesta contro la politica del governo sul cinema.

Le parole di Flavio Insinna

Flavio Insinna, conduttore della cerimonia dei David di Donatello 2026, parlando a margine dell'incontro al Quirinale con i candidati al premio, ha commentato: "Il presidente Mattarella è stato chiaro: il cinema è un settore in difficoltà dove però, senza bandiere e senza ideologie, se ci si mette con buona volontà dalle diverse parti, si può fare molto". Insinna ha poi aggiunto: "È una categoria variegata con tante esigenze. Parlo da addetto ai lavori perché qualche film l'ho fatto e so di cosa parlo: questa è anche un'industria, non è solo cultura, e ci sono tantissime famiglie che ci lavorano. È un settore che va stra-protetto". Commentando poi le voci di possibili boicottaggi, il conduttore ha spiegato: "Siamo in un Paese libero, ma io sono sempre per venire nei posti e testimoniare in maniera civile. Domani vediamo", ha concluso.

Le parole di Matilda De Angelis

Le parole del Presidente sono sempre molto incoraggianti, sono giuste, misurate e mai retoriche. È stato un discorso molto importante per il mondo del cinema". Lo ha detto l'attrice Matilda De Angelis a margine della cerimonia al Quirinale per i David di Donatello 2026. "Io credo sia importante sfruttare i momenti di socialità e di aggregazione umana in presenza per portare dei messaggi importanti. Sono contenta che siamo tutti e tutte qui; porteremo sicuramente, chi potrà e chi vorrà, i messaggi necessari per riconoscerci come comunità. Lo siamo ed è importante esserci", ha aggiunto sull'ipotesi di boicottare la cerimonia. "Non voglio essere drammatica, ma anche fare finta di niente sta diventando angosciante, svilente, per una categoria che è stata umiliata, dobbiamo arrivare a umiliarla per ricordarci che esiste. Noi che abbiamo una voce la dobbiamo portare e la porteremo sempre", ha concluso.

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