Gli esperti consigliano: "Stop alle deroghe su e-cig e tabacco riscaldato"

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AGI - Le sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e nicotine pouches devono essere regolati con la stessa severità del tabacco tradizionale. Basta quindi con la favola della “riduzione del danno” e con l’idea che i nuovi prodotti a base di nicotina possano restare in una zona grigia normativa e fiscale. Con questa posizione si apre la “Milan Declaration”, il documento programmatico finale presentato oggi a conclusione della European Conference on Tobacco or Health (ECToH), il principale congresso europeo dedicato alla prevenzione del tabacco e della dipendenza organizzato dalla Lilt (Lega Italiana per la lotta contro i tumori).

L’obiettivo finale della roadmap presentata a Milano è ambizioso e senza compromessi

Guidare l’Europa verso una “tobacco-free generation” entro il 2040. Il dato più preoccupante emerso durante le giornate del congresso riguarda la rapidissima diffusione dei nuovi prodotti tra i più giovani: circa 4 milioni di adolescenti europei (tra i 13 e i 15 anni) utilizzano già prodotti a base di tabacco e 4,2 milioni usano sigarette elettroniche. In molte nazioni i dispositivi elettronici stanno superando le sigarette tradizionali tra i ragazzi, complici un marketing aggressivo che sfrutta i vuoti normativi e l’impatto dell’inflazione, che ha ridotto il prezzo reale del tabacco in diversi Paesi.

“La nicotina rischia di tornare normale tra i ragazzi attraverso prodotti percepiti come innovativi, tecnologici o meno pericolosi – spiega Silvano Gallus, ricercatore dell’Istituto Mario Negri di Milano e presidente del comitato scientifico ECToH Milano 2026 – ma il rischio reale è quello di creare una nuova generazione dipendente. Per questo la Milan Declaration chiede regole europee più forti, coerenti e aggiornate rispetto ai nuovi scenari di mercato”. Non si tratta solo di salute e del fondamentale diritto all’aria pulita, ma anche di ecologia: sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e nicotine pouches (i sacchetti di nicotina) causano gravi danni agli ambienti urbani sotto forma di rifiuti plastici, mozziconi e detriti elettronici, gravando sui bilanci delle città.

L'appello alle autorità e la strategia

La Dichiarazione lancia un appello alle autorità locali, nazionali ed europee affinché adottino una strategia comune basata su alcuni punti cardine. Il primo è quello di estendere i divieti di fumo e aerosol a tutti gli spazi pubblici, sia interni sia esterni (come parchi, scuole e strutture sanitarie), per rendere i centri urbani salubri per impostazione predefinita. Il secondo punto cardine è di applicare le medesime e rigide regole a ogni categoria di prodotto, colmando i vuoti legislativi su sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e nuovi dispositivi contenenti nicotina. La terza richiesta è quella di incrementare i prezzi e le tasse su tutti i prodotti del tabacco e della nicotina non terapeutica, riducendone l’accessibilità economica in particolare tra i giovani.

Altro punto cardine è la tutela delle nuove generazioni

Proteggere i non consumatori riducendo l’attrattiva e la disponibilità dei prodotti, implementando strategie lungimiranti per garantire una futura generazione libera dalla nicotina. Gli esperti chiedono inoltre la regolamentazione della vendita al dettaglio: limitare la commercializzazione dei prodotti attraverso l’introduzione di licenze obbligatorie, criteri di zonizzazione e restrizioni sulla densità dei punti vendita. Nella “declaration” si richiede un maggiore rigore nell’applicazione e sanzioni: garantire un sistema di controllo costante, adeguatamente finanziato e supportato da sanzioni efficaci volte a scoraggiare la non conformità alle norme.

Tra i punti cardine c’è anche l’integrazione nelle politiche urbane ambientali

Inserire il contrasto al tabagismo nelle agende di sostenibilità delle città, affrontando in modo diretto l’inquinamento e la gestione dei rifiuti tossici come i mozziconi. Si chiede inoltre di investire in servizi sanitari accessibili per smettere di fumare e garantire finanziamenti stabili e privi di conflitti d’interesse alla ricerca scientifica sul tabagismo. Infine, gli esperti chiedono di blindare le politiche sanitarie e la ricerca scientifica dalle attività di lobbying dei produttori, e di promuovere misure severe e basate su solide evidenze scientifiche nella revisione delle direttive UE su tasse, prodotti e pubblicità del tabacco, eliminando ogni deroga attuale. Il congresso si è chiuso con un monito chiaro sulla necessità di agire d’anticipo per non restare indietro rispetto alle mosse delle multinazionali. “La lotta al tabacco oggi non può più riguardare soltanto le sigarette tradizionali – conclude Gallus – perché il mercato, i consumi e le strategie industriali stanno cambiando molto rapidamente. La Milan Declaration nasce proprio con l’obiettivo di aiutare l’Europa a non inseguire questi cambiamenti, ma ad anticiparli”. 

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