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"Gli aeroporti europei rimarranno a secco se Hormuz non riaprirà entro tre settimane" - Fast.it

"Gli aeroporti europei rimarranno a secco se Hormuz non riaprirà entro tre settimane"

2 ore fa 1

AGI - Gli aeroporti europei rischiano una carenza "sistemica" di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane. E' l'allerta del settore aeroportuale riportata dal Financial Times. 

Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, evita toni allarmistici pur ammettendo che esistono “criticità” a livello di offerta di jet fuel. 

Gli aeroporti europei e la carenza di jet fuel 

ACI Europe, che rappresenta gli aeroporti dell'Ue, ha dichiarato che le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo, mentre "l'impatto delle attività militari sulla domanda" sta ulteriormente mettendo a dura prova le forniture.

Allarme nel settore degli aeroporti 

In una lettera visionata dal Financial Times, l'associazione ha avvertito il commissario europeo per i trasporti, Apostolos Tzitzikostas, delle "crescenti preoccupazioni del settore aeroportuale in merito alla disponibilità di carburante per aerei, nonché della necessità di un monitoraggio e di un'azione proattiva da parte dell'UE".

Hormuz è un 'rubinetto' fondamentale 

Se il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz "non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, una carenza sistemica di carburante per aerei diventerà realtà per l'UE", si legge nella lettera. Nel testo si aggiunge che l'avvicinarsi dell'alta stagione estiva, "quando il trasporto aereo è fondamentale per l'intero ecosistema turistico da cui dipendono molte economie" della Ue, ha intensificato queste preoccupazioni.

Razionamento del carburante negli aeroporti 

Alcuni paesi asiatici, tra cui il Vietnam, hanno iniziato a razionare il carburante per aerei a causa della carenza, ricorda il Ft, ma l'Europa finora non ha registrato carenze diffuse, sebbene i prezzi del carburante siano raddoppiati e le compagnie aeree abbiano avvertito del rischio di cancellazioni.

Restrizioni i 4 aeroporti italiani

Le compagnie aeree europee affermano di avere carburante a sufficienza per diverse settimane, ma i fornitori non sono in grado di garantire consegne fino a maggio.

Lo scorso fine settimana, quattro aeroporti italiani hanno introdotto restrizioni sul carburante per aerei a seguito di un'interruzione delle forniture presso un fornitore chiave, sebbene la carenza non fosse direttamente collegata allo Stretto di Hormuz, che rappresenta la rotta di transito per circa il 40% delle forniture mondiali di carburante per aerei.

Nella sua lettera, ACI Europe ha chiesto un monitoraggio a livello europeo delle forniture per aiutare il settore a coordinare la propria risposta.

Non esiste una mappatura a livello europeo 

"Al momento non esiste un sistema di mappatura, valutazione e monitoraggio a livello europeo della produzione e della disponibilità di carburante per aerei", si legge nel documento.

"Una crisi di approvvigionamento comprometterebbe gravemente le operazioni aeroportuali e la connettività aerea, con il rischio di gravi ripercussioni economiche per le comunità interessate e per l'Europa in caso di carenza sistemica di carburante per aerei".

Pichetto Fratin: "Esistono criticità ma non sono preoccupato"

"Complessivamente sul fronte petrolifero e delle disponibilità non ho grandi preoccupazioni. Possono esserci però settori specifici o parti specifiche di questo, e in questo caso il Jet Fuel è uno di questi con criticità, perché una gran parte della produzione del Jet Fuel arriva dal Golfo Persico ed quello che ha subito in questi tempi la maggiore carenza a livello di offerta che hanno portato automaticamente ad alcune situazioni di criticità, ma sono criticità settoriali specifiche sulle quali dobbiamo intervenire", sono le parole di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica

"Non è che con questo - precisa il ministro - voglia sminuire, ma non è la crisi complessiva, certamente queste situazioni ci sono. Adesso, almeno dagli elementi che abbiamo, dovrebbe essere ripresa la fornitura, probabilmente era legata al ragionamento che facevo prima: che se si ferma un carico, devo andare a cercare il carico da un'altra parte. Quindi, speriamo che si ristabilisca il tutto”.

 

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