AGI - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è a Palazzo Montecitorio per le celebrazioni dell'ottantesimo anniversario della prima seduta dell'Assemblea Costituente. Sulla piazza gli onori militari resi da un picchetto interforze.
Il capo dello Stato è stato accolto dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa che lo hanno accompagnato a visitare la mostra sulla Costituente. All'ingresso della Sala della Lupa, c'erano anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso. Dopo la mostra Mattarella ha raggiunto la Sala dei ministri dove ha trovato ad attenderlo gli uffici di presidenza di Camera e Senato, il sovrintendente al Teatro dell'opera Francesco Giambrone e il direttore musicale Michele Mariotti. Nella Sala dei ministri anche i rappresentanti di sei licei artistici specializzati nell'illustrazione a fumetti selezionati dal ministero dell'istruzione nell'ambito del progetto "Il 1946 a fumetti".
L'intervento di Mattarella
"Ringrazio i Presidenti delle Camere per aver assunto l'iniziativa di rendere onore - alla presenza dei Presidenti del Consiglio di ministri e della Corte costituzionale - alle donne e agli uomini che, nella Assemblea Costituente - in questa Aula, dove si svolsero i suoi lavori - seppero dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani, all'indomani del referendum che scelse la Repubblica come ordinamento dello Stato, e furono capaci di garantirne l'indipendenza". Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del suo intervento a Montecitorio.
"Il percorso, il progresso che l'Italia repubblicana ha compiuto in questi decenni è motivo di orgoglio per il popolo italiano e, insieme, testimonianza della saggezza e lungimiranza che le madri e i padri della Costituzione seppero esercitare in quella svolta della storia. Non fu agevole la strada che portò al referendum e alla elezione della Assemblea Costituente il 2 giugno del 1946. Fu un prezzo alto quello che consentì agli italiani di conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra".
"Lo pagarono i partigiani - ha ricordato il capo dello Stato -, le popolazioni sottoposte alle vessazioni naziste e della Repubblica di Salò, i militari lasciati allo sbaraglio e poi partecipi dello sforzo di ridare onore alla Patria con il Corpo Italiano di Liberazione e con gli oltre 600.000 militari internati in Germania, con il loro rifiuto di porsi al servizio dei nuovi invasori. Lo pagarono gli italiani di origine ebraica avviati ai campi di sterminio e quelli che nella Brigata Ebraica e nelle formazioni partigiane parteciparono alla Liberazione dell'Italia e alla costruzione di una nuova società che non vedesse l'oppressione dell'uomo sull'uomo. Fu tutto questo che consentì alla Costituente di essere assemblea sovrana senza il tributo di una spartizione del governo dei suoi territori a opera delle potenze alleate come sarebbe toccato, invece, ad altri Paesi dell'Asse, dove questo movimento non si manifestò".
"Una classe dirigente non compromessa col regime fascista - regime che aveva messo a rischio la stessa unità d'Italia - fu in grado di assumere le responsabilità della transizione, in attesa del voto. Nonostante l'inettitudine manifestata dalla monarchia, l'Italia non era 'terra di nessuno'. Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini, ha sottolineato Mattarella.
"E il Governo Militare Alleato si trovò a dover interloquire con loro. La Corona e il Governo Badoglio puntavano al mero ripristino della cornice dello Statuto Albertino, tradito dall'acquiescenza al fascismo di Vittorio Emanuele III. Era uno scontro tra la vecchia classe dirigente monarchica, che spingeva per il ripristino puro e semplice della democrazia liberale pre-fascista, e il mondo ormai cambiato. Contestualmente alla apertura delle urne in Italia si scatenava una sanguinosa guerra civile in Grecia; la pressione sovietica nei Paesi dell'Est europeo ne cancellava le attese di libertà. Gli equilibri fra potenze tracciati nella prima metà del Novecento, con i loro riti, volgevano al termine. Si affermavano spinte verso nuovi assetti internazionali più efficaci, insieme alla competizione tra sistemi politici ed economici diversi e l'avvio di un imponente processo di decolonizzazione", ha ricordato ancora il capo dello Stato.
"Fu il governo espressione delle forze della Resistenza, guidato da Ivanoe Bonomi - presidente del Comitato di Liberazione nazionale - a varare, con il Decreto luogotenenziale 151 del 1944, la cosiddetta 'Costituzione provvisoria', che faceva giustizia delle ambizioni della dinastia di mera continuità, per aprire, invece, la strada a una svolta istituzionale. Un passaggio che rappresento' l'atto di nascita del nuovo ordinamento italiano. Il percorso della nuova Italia sarebbe stato affidato al popolo, attraverso una Assemblea Costituente eletta a suffragio universale diretto e segreto 'per deliberare la nuova Costituzione dello Stato'".
"Il percorso della nuova Italia sarebbe stato affidato al popolo, attraverso una Assemblea Costituente eletta a suffragio universale diretto e segreto 'per deliberare la nuova Costituzione dello Stato'. Una rivoluzione pacifica che condusse alla transizione da monarchia a repubblica".
Fontana, "consegnati al passato gli anni bui della dittatura fascista"
Ottant'anni fa "si tenne in quest'Aula la prima seduta dell'Assemblea costituente. La Camera dei deputati celebra oggi questa data che inaugurò una nuova stagione civile e politica della nostra storia. Si consegnavano così al passato gli anni bui della dittatura fascista in cui era precipitata l'Italia tra la Prima e la Seconda guerra mondiale". Lo ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in occasione della cerimonia per gli 80 anni dalla prima seduta dell'Assemblea Costituente.
"Quel giorno, 556 deputati si riunirono per la prima volta nell'Assemblea rappresentativa dell'Italia repubblicana. Il popolo italiano trovò la pienezza della propria sovranità nelle istituzioni democratiche. E lo fece nella sua forma più solenne. La Costituente fu chiamata ad assolvere un compito senza precedenti. Occorreva dare una nuova fisionomia istituzionale a un Paese profondamente provato dalla guerra e dalle sofferenze", conclude Fontana.



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