AGI - Tecnologia e innovazione come motore del modello di transizione di Eni e strumenti principali per portare avanti la strategia di sostenibilità del gruppo. Gli sviluppi e le articolazioni di questo approccio sono contenuti nel report volontario di sostenibilità "Eni for 2025 - A Just transition", giunto alla ventesima edizione, che illustra i risultati raggiunti nel corso dell'anno e le azioni intraprese verso una transizione energetica giusta per le persone e i territori. Il documento è stato presentato nel corso di un evento al Gazometro a cui hanno partecipato stakeholders e manager Eni.
Lapo Pistelli Director Public Affairs di Eni: "Sostenibilità è esercizio di una responsabilità"
"Sostenibilità è esercizio di una responsabilità collettiva - ha detto Lapo Pistelli, Director Public Affairs di Eni aprendo l'evento - che accompagna tutti i business. È un modo per rapportarsi con gli stakeholder con cui condividiamo questa responsabilità collettiva, per avere una prospettiva vincente e creare relazioni win-win". Per Luigi Sampaolo, Head of Sustainability Positioning and Stakeholder Engagement di Eni la presentazione del rapporto "rappresenta un momento importante di confronto" alla luce della necessità di "una collaborazione interna ma soprattutto esterna" per il raggiungimento degli obiettivi di transizione.
Obiettivi raggiunti
Il 2025 per Eni è stato l'anno in cui la coerenza della strategia e della sua esecuzione le hanno consentito di raggiungere gli obiettivi fissati nonostante il contesto volatile e la difficoltà dello scenario internazionale. Proprio su questo si è soffermato Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer, Chief Operating Officer e Direttore Generale di Eni: "In un contesto estremamente volatile non abbiamo cambiato strategia. Questo è un risultato enorme che abbiamo ottenuto mantenendo costanza nel delivery e nei risultati strategici".
"La sostenibilità è la gestione della complessità in un equilibrio spaziale e temporale", ha aggiunto il manager ricordando l'importanza dell'equilibrio finanziario anche in questo settore. Gattei ha menzionato i numeri che riflettono la strategia: il raggiungimento da parte di Plenitude di 6 GW di capacità rinnovabile installata, in crescita del +41% sull'anno precedente. La crescita della capacità di bioraffinazione di Enilive con la realizzazione di tre nuove bioraffinerie e due ulteriori progetti in Italia e all'estero, con l'obiettivo di raggiungere entro il 2030 i 5 milioni di tonnellate di capacità di lavorazione, rispetto agli attuali 1,65 milioni, per la produzione di biocarburanti HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) e SAF (Sustainable Aviation Fuel).
Lo scorso anno è stata inoltre costituita, in joint venture con il fondo di private equity GIP, la società Eni CCUS Holding, satellite focalizzato sulla Carbon Capture & Storage (CCS) che valorizzerà i progetti di cattura e stoccaggio del portafoglio Eni. "Questi risultati confermano l'efficacia del modello satellitare di Eni come fattore strategico per attrarre capitali dedicati, valorizzare i singoli business e accelerarne la crescita raggiungendo gli obiettivi prefissati di transizione", ha evidenziato Gattei.
"La sostenibilità è uno dei tre pilastri alla base del modo in cui Eni fa business sia in Italia che all'estero ed è l'opposto dell'azione predatoria", ha affermato Luca Vignati, Director Upstream ricordando poi come le emissioni nette di gas a effetto serra dell'Upstream siano diminuite del 31% rispetto al 2024 e del 68% rispetto alla baseline 2018, in linea con l'obiettivo di azzeramento delle emissioni nette Scope 1+2 dell'Upstream entro il 2030 e di Eni entro il 2035. Un risultato conseguito anche grazie al controllo costante delle emissioni di metano e al raggiungimento del target di zero routine flaring per le attività operate.
Giuseppe Ricci, Chief Operating Officer Industrial Transformation ha sottolineato la necessità di puntare sulla "sostenibilità ambientale, accompagnata anche da quella sociale ed economica". "Un progetto sostenibile deve garantire una ricaduta positiva sul territorio dove opera l'azienda". Lorenzo Fiorillo, Director Technology, R&D & Digital di Eni ha evidenziato le prossime sfide che attendono gli operatori energetici con consumi previsti in forte crescita: dal supercalcolo, alla Ccs alla fusione nucleare. E proprio sull'energia derivante dall'atomo si è soffermato il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin: "La sostenibilità è un percorso che non si risolve con un decreto. O ci attrezziamo a produrre più terawattora nei prossimi 10-15 anni o ci avviamo al declino. Il nucleare è parte di questa strategia, al di la' delle posizioni ideologiche personali".
"Un paese moderno per avere sicurezza deve avere prima di tutto autonomia, e per avere autonomia deve avere tante forme di produzione di energia che devono essere principalmente rinnovabili, quindi geotermico, fotovoltaico, eolico, idroelettrico, nucleare e il gas che è la forma di accompagnamento nella produzione energetica", ha evidenziato il ministro. Di 'Just transition in Italia: sfide e opportunità' ne hanno discusso Giuseppe Ricci, il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, Chiara Cherubini, dirigente divisione vi politiche per la riconversione industriale, la riqualificazione dei territori, la siderurgia e la chimica del Mimit ed Eliana Viviano, economista della Banca d'Italia.L'evento è proseguito con panel più tecnici.
Il primo sulla 'Sostenibilita' ambientale e sociale, soluzioni per l'acqua', al quale hanno partecipato Maria Cristina Rulli, Professoressa di Idrologia e Sicurezza Alimentare del Politecnico di Milano e Laura D'Aprile, Capo Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile del Mase. Il secondo approfondimento si è focalizzato sulle 'Partnership per lo sviluppo locale' con gli interventi di Carlo Batori, Vice Direttore Generale e Direttore Centrale per la Cooperazione allo Sviluppo Dgcs - Maeci, Grazia Sgarra - Dirigente Ufficio Soggetti di cooperazione, Partenariati e Finanza per lo Sviluppo di Aics, Don Dante Carraro - Direttore Medici con l'Africa - CUAMM ed Emanuela Colombo, professoressa presso il Dipartimento Energia del Politecnico di Milano.




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