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DeepSeek V4 al centro della sfida Usa-Cina sui chip - Fast.it

DeepSeek V4 al centro della sfida Usa-Cina sui chip

3 ore fa 4

AGI - L’industria globale della tecnologia guarda alla prossima mossa di DeepSeek, la startup cinese diventata uno dei simboli delle ambizioni di Pechino nella corsa all’intelligenza artificiale.

Da settimane il settore attende il possibile lancio del nuovo modello V4, dopo il debutto, all’inizio del 2025, di un agente conversazionale low cost che aveva mostrato di poter competere con Gemini, ChatGPT e Claude.

La questione cruciale dei chip

Al centro delle indiscrezioni c’è soprattutto la questione dei chip utilizzati per addestrare e far funzionare il nuovo sistema: processori statunitensi di fascia alta oppure alternative cinesi sviluppate per ridurre la dipendenza tecnologica dall’estero.

Secondo Wei Sun, analista di Counterpoint Research, citato dall’agenzia Afp, comprendere quale infrastruttura hardware sostenga V4 è un passaggio chiave per valutare il percorso della Cina verso l’autosufficienza nell’AI.

L’ipotesi Huawei

Il sito The Information ha riferito che V4 potrebbe funzionare con gli ultimi chip prodotti da Huawei. Sarebbe un passaggio rilevante, visto che la Cina continua a non avere accesso alla H200 di Nvidia, nonostante il parziale allentamento delle restrizioni all’export deciso dagli Stati Uniti.

In vista del possibile lancio, colossi come Alibaba, ByteDance e Tencent avrebbero già effettuato ordini consistenti di chip Huawei.

La nascita e l’ascesa di DeepSeek

Fondata nel 2023 come progetto parallelo di un hedge fund che aveva accumulato una vasta scorta di processori Nvidia, DeepSeek ha scosso i mercati nel gennaio 2025 con il lancio di R1.

Il chatbot, dotato di avanzate capacità di ragionamento, aveva innescato un calo dei titoli tecnologici statunitensi. Donald Trump lo aveva definito un “campanello d’allarme” per la Silicon Valley.

Da V3 a V4: un salto di qualità

R1 si basava su V3, il precedente grande modello della società, presentato nel dicembre 2024. Secondo diversi osservatori, V4, annunciato come modello multimodale, potrebbe avere un impatto ancora più forte.

Il sistema sarebbe in grado di generare testi, immagini e video. Stephen Wu, fondatore del fondo Carthage Capital, ritiene che non si tratterà di un semplice aggiornamento software, ma di un modello open source altamente performante e a costi inferiori rispetto ai concorrenti.

La sfida dell’autonomia industriale

Per DeepSeek, tuttavia, la posta in gioco riguarda anche la credibilità industriale. Finora i risultati sono stati sostenuti dalla potenza dei chip Nvidia, mentre il passaggio a semiconduttori cinesi richiederebbe una profonda reingegnerizzazione dell’architettura.

Gli Stati Uniti giustificano il blocco all’export dei processori AI più avanzati con motivi di sicurezza nazionale. In questo contesto, osserva Wu, il ritardo nel lancio di V4 evidenzia le difficoltà nello sviluppo di modelli avanzati senza accesso all’hardware statunitense.

Ipotesi e controversie

Alcune ricostruzioni sostengono che DeepSeek sarebbe riuscita ad aggirare i divieti, addestrando V4 con migliaia di chip Blackwell di Nvidia introdotti clandestinamente in Cina attraverso Paesi terzi.

Nel frattempo un’altra startup cinese, Zhipu, ha presentato un generatore di immagini che, a suo dire, è stato addestrato interamente su chip Huawei.

Un test decisivo per la Cina

Secondo indiscrezioni circolate online, un primo tentativo di DeepSeek di utilizzare i chip Ascend di Huawei sarebbe fallito, costringendo la società a tornare in modo discreto ai chip Nvidia soggetti a restrizioni.

Se DeepSeek fosse davvero riuscita ad addestrare V4 interamente su chip Huawei, concludono gli analisti, il risultato segnerebbe un passaggio rilevante non solo sul piano tecnologico, ma anche negli equilibri geopolitici del settore dell’intelligenza artificiale.

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