Dal Kosovo a Brescia, Albiona Gashi ai Giochi del Mediterraneo grazie al padel

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AGI - Una passione nata per caso, nel momento del boom in Italia del padel, si è trasformata in un'occasione per mettersi in mostra a livello internazionale per Albiona Gashi, atleta 27enne cresciuta a Brescia e convocata dalla nazionale del Kosovo per il Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. "Ho iniziato a giocare nel 2021, insieme ad alcuni amici, in un periodo in cui non si poteva fare molto altro a causa delle restrizioni per la pandemia - racconta all'AGI - poi mi sono iscritta ai primi tornei e da lì tutto si è evoluto in maniera inaspettata". Cioè, fino alla chiamata della nazionale e alla vetrina data dalla manifestazione che, per Albiona, significa poter rappresentare il Paese in cui è nata, il Kosovo, nel Paese in cui è cresciuta, che ne ha modellato lo stile di vita e cambiato l'inflessione, indiscutibilmente bresciana.

"Essere qui insieme a tutti questi atleti e rappresentare il Kosovo in Italia rende questo evento, già incredibile di per sé, ancora più speciale. È una situazione difficile da spiegare, ma sono davvero molto emozionata", dice ancora. Per lei e per tutta la delegazione kosovara, tra l'altro, Taranto rappresenta un passaggio di testimone, dato che la prossima edizione dei Giochi si terrà a Pristina (insieme a Durazzo).

L'arrivo di Albiona Gashi in Italia

"Sono nata in Kosovo, a Peja, e con i miei genitori e le mie sei sorelle ci siamo trasferite a Brescia quando avevo 8 anni. Ero molto piccola ed è stato un cambiamento importante, perché in Kosovo avevo iniziato a frequentare la scuola elementare e avevo già degli amici. A Brescia ho dovuto ricominciare tutto daccapo, in un Paese con una lingua e una cultura diversa - ricorda - non è stato semplice inizialmente, ma sono contenta: l'Italia è un Paese in cui ci si può integrare molto bene e posso dire, dopo 20 anni, che è casa mia".

Dal lockdown alla passione per il padel

Finite le scuole, Albiona ha iniziato a lavorare come educatrice in un asilo nido, poi è arrivato il momento che per milioni di persone ha rappresentato - e rappresenta tuttora - uno spartiacque: il lockdown causato dalla pandemia da Covid: "In quel periodo non si poteva fare molto, così con alcuni amici ho iniziato a giocare a padel, ma solo per ingannare il tempo". Una cosa piuttosto comune in tutta Italia, dato che proprio nel 2021 il numero di iscritti alla Federazione (nel 2023 rinominata Fitp, Federazione italiana tennis e padel, dopo che per 90 anni era stata solo Fit) crebbe in maniera esponenziale e campi da padel iniziarono a spuntare ovunque, con interi centri interamente dedicati costruiti da zero da Nord a Sud.

"Per i primi otto mesi circa è stato solo divertimento, poi a Brescia hanno iniziato a organizzare i primi tornei amatoriali e ho deciso di iscrivermi. La cosa è andata sempre più in crescendo e alla fine in città è scoppiata una vera e propria mania per il padel. Per me si è trattata di una cosa interamente nuova, non giocavo a tennis e ho iniziato da subito con questo sport. Mi è piaciuto molto e ho deciso di farne il mio lavoro", sottolinea l'atleta. Una volta capito che non si trattava solo di una passione passeggera, dunque, Albiona ha lasciato il lavoro come educatrice per dedicarsi interamente al padel, e agli allenamenti per i tornei ha affiancato anche la gestione di un centro sportivo: "A un certo punto non ce la facevo più a conciliare i due impegni e ho scelto il padel. Non tornerei indietro".

 

 

La chiamata della nazionale kosovara

Anche la chiamata della nazionale kosovara, nel racconto dell'atleta, è nata quasi per caso. "Io cerco di andare una volta l'anno in Kosovo e nel 2024, mentre ero lì in un centro per giocare con mia sorella, ho conosciuto delle persone che mi hanno messo in contatto con la federazione kosovara - spiega - abbiamo parlato, mi hanno spiegato il progetto e mi sono detta 'perché no'. Pensare di rappresentare questa piccola nazione a livello internazionale è uno stimolo difficile da spiegare. Quindi mi ci sono buttata".

Un progetto ambizioso che ha portato il Kosovo a ospitare, lo scorso maggio, una data del Fip Bronze, torneo internazionale di padel con montepremi di 12mila euro che ha segnato il debutto della piccola nazione balcanica nel calendario della Federazione internazionale. "La chiamata della nazionale mi permette di fare avanti e indietro tra Brescia e Pristina piuttosto regolarmente, ci sono dei raduni con tutti gli altri atleti che sono fondamentali per conoscerci meglio", aggiunge.

"Vorrei ringraziare il Kosovo Olympic Committee, tutta la squadra e in particolare il presidente della Federazione Padel del Kosovo, Besim Shulemaja, per averci dato l'opportunità di vivere questa esperienza. Per me è un orgoglio enorme rappresentare il Kosovo, il Paese delle mie origini, ma anche l'Italia, il Paese in cui sono cresciuta. Grazie anche a tutti i tifosi che ci stanno sostenendo: sentire il vostro affetto è davvero speciale. Porterò questa esperienza sempre con me", conclude Albiona.

 

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