AGI - Dopo il referendum "nessuno pensa a elezioni anticipate": il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in video collegamento con il 'Forum della Cucina italiana' in corso a Manduria, chiude all'ipotesi delle urne dopo la sconfitta del fronte del sì alla riforma dell'ordinamento giudiziario.
Il centrodestra si interroga sulle prossime mosse, la tentazione del voto resta sullo sfondo, al momento nell'esecutivo si punta ad andare avanti con una nuova agenda.
Avanti con la riforma elettorale
Il primo punto riguarda la riforma della legge elettorale, il cui iter partirà domani in Commissione Affari costituzionali della Camera, con l'abbinamento di tutte le proposte in materia presentate e con ogni probabilità l'avvio di un ciclo di audizioni. Il centrosinistra, però, al momento non apre spiragli: "Meloni vuole cambiarla a colpi di maggioranza perché ha paura di perdere", la tesi.
I 'nodi' da sciogliere
"È importante che venga data alla nazione una governabilità", spiega invece la deputata di Fratelli d'Italia Ylenja Lucaselli. Il centrodestra tira dritto, l'intenzione è di arrivare al primo sì entro l'estate, anche se la strada resta in salita. Tra i principali nodi il premio di maggioranza, il ballottaggio e il tema del ritorno alle preferenze con un emendamento che Fratelli d'Italia sarebbe pronta a presentare (anche se all'interno dei gruppi del partito di via della Scrofa ci sono delle resistenze). Il dossier della legge elettorale - e dell'ipotesi del voto anticipato - potrebbe approdare sul tavolo della riunione della Lega convocata per le 17 da Matteo Salvini.
Le reazioni del centrodestra
"Non credo" che la sconfitta del referendum "possa essere considerata una ragione per interrompere un'esperienza che almeno finora è stata ottima", ha sottolineato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. "Le elezioni anticipate? Non sono un tabù. Il governo ha lavorato bene in questi quasi quattro anni e se fosse il caso non dovrebbe temere di poter chiedere agli italiani una rinnovata fiducia", ha osservato in un'intervista il leghista Armando Siri.
Il parere degli altri ministri
Sull'ipotesi del voto anticipato in un'altra intervista è intervenuto il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Penso spaventi più il campo largo che il centrodestra, visto come si stanno muovendo e viste le differenze totali tra di loro, ma in questo momento il senso di responsabilità ci impone di lavorare per affrontare le varie crisi in atto. Noi non abbiamo condiviso questa guerra e nessuno ci ha chiesto il nostro parere. A noi come a nessun altro". Voto anticipato? "Non mi risulta", ha detto ieri il ministro dell'Agricoltura Lollobrigida. "Dobbiamo completare l'azione di cambiamento dell'Italia e continuare con il senso di responsabilità che fino adesso ha dato stabilità e risposte concrete. Non è nel nostro Dna galleggiare", il parere di Maurizio Lupi.
Rimpasto e opposizione
Rimpasto in vista? "Deciderà Giorgia Meloni se inserire nuovi elementi nella compagine di governo, ma evitiamo il logoramento di settimane: ci farebbe male", osserva ancora il leader di Noi Moderati. "Se Meloni vuole elezioni venga in Parlamento", taglia corto Angelo Bonelli di Avs.





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