AGI - Matteo Salvini sfida il fronte più 'nordista' del Carroccio direttamente dal palco di Pontida. "Domani proporrò di convocare a ottobre il congresso straordinario della Lega", dice il segretario davanti alla platea che popola lo storico 'pratone'. "Ritorno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò per alzata di mano, sono disposto a offrire la mia vita per i miei figli e per voi", incalza Salvini, salito sul palco tra gli applausi e i cori 'Matteo, Matteo' e 'c'è solo un Capitano'.
Il segretario invita a "non prestare il fianco alla sinistra" e avverte: "Se c'è una discussione da fare, se c'è un problema da risolvere, se c'è una questione da portare sul tavolo, tutto questo va affrontato nelle sezioni della Lega e non in piazza, sui giornali e nelle televisioni".
Le richieste della fronda nordista e la contromossa del leader
Un 'colpo di reni' che è certo una risposta al dibattito interno degli ultimi mesi, ma anche una replica ad alcuni rilievi arrivati poco prima dallo stesso storico palco leghista, in particolare da Massimiliano Romeo, ma anche da Luca Zaia e Attilio Fontana. "Noi vogliamo una Lega più collegiale", è l'impulso giunto da Romeo, che invita a "portare avanti il messaggio federalista". La proposta, ribadita dagli esponenti 'nordisti, di rinnovare la Lega in senso "confederale" con tre strutture - una al Nord, una al Centro e un'altra al Sud - viene respinta dal leader che rilancia e mette sul piatto il suo mandato, con un congresso straordinario.
La richiesta sarà avanzata domani in un Consiglio Federale che dovrebbe tenersi alle 15 a via Bellerio. Nella stessa sede - fanno sapere dal Carroccio - "verranno definite le modalità con cui si svolgerà" l'assise congressuale lanciata oggi da Salvini sul palco di Pontida, tra cui anche l'ipotesi di un congresso programmatico, dato che Salvini è stato già eletto segretario fino al 2029 nel congresso che si è svolto a Firenze lo scorso anno.
Un'accelerazione che prende di sorpresa chi, in questi mesi, aveva animato il dibattito interno al partito. "È stata una sorpresa, non sapevamo nulla, sarà un'occasione per confrontarsi insieme, sarà la sede opportuna per poter dire quello che pensiamo, bisogna capire le modalità, l'oggetto del congresso, per me quello che conta è che ci si confronti sulle idee", è la reazione a caldo di Romeo, intercettato dai cronisti proprio sul 'pratone' di Pontida. E proprio durante l'intervento del capogruppo al Senato, va in scena la protesta di diversi militanti, che intonano il coro 'Matteo, Matteo', quasi a voler 'coprire' il discorso del segretario della Lega Lombarda. Ma si sentono anche incitamenti a favore dello stesso Romeo e di Attilio Fontana.
I messaggi dei governatori e gli interventi sul palco
"Vogliamo andare verso un partito che sia organizzato in modo federale, vogliamo dare voce ai nostri territori e vogliamo che ci siano luoghi dove ogni territorio possa discutere il proprio futuro", è la frase 'centrale' dell'intervento del governatore della Lombardia. Mentre Luca Zaia tratteggia il ritratto di un partito "né di destra, né di sinistra", che nasce "liberale e non liberticida". Poco prima, a margine, l'ex presidente del Veneto aveva rimarcato: "Io resto della mia idea, che i territori di riferimento restino quelli del Nord, in un progetto di unità nazionale, ma questo non si discute".
Mentre il ministro Roberto Calderoli, nonostante l'omaggio al 'Senatur' all'avvio del raduno di oggi, 'punge' chi ieri non si è recato alla commemorazione per Bossi organizzata dal co-fondatore della Lega Giuseppe Leoni. "È inutile applaudire e gridare 'Bossi' e poi lì ieri, eravamo in quattro o in cinque", è l'obiezione di Calderoli, che invita tutti i dirigenti del Carroccio "a fare un esame di coscienza". "Serve grande rispetto per il segretario, come lo abbiamo avuto per Bossi e Maroni", riflette invece il presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
Tra no all' "islamizzazione" e opposizione alle "follie green" dell'Europa, questa edizione di Pontida viene, però, monopolizzata dalle questioni interne alla Lega. Con la 'mossa' di Salvini che sorprende tutti.




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