Cresce la domanda dei chip di memoria, Apple alza i prezzi

1 ora fa 2

AGI - Il mercato dei chip di memoria, indispensabili per computer, smartphone e server, sta attraversando una fase senza precedenti. La domanda proveniente dai data center per l'intelligenza artificiale ha ormai superato la capacità produttiva globale, creando uno squilibrio destinato a protrarsi almeno fino al 2027.

I tre principali produttori mondiali di DRAM - Samsung, SK Hynix e Micron - stanno infatti destinando una quota crescente della produzione alle memorie HBM (High Bandwidth Memory), indispensabili per gli acceleratori AI. In pratica, ogni wafer impiegato per realizzare memoria destinata alle GPU di Nvidia è un wafer sottratto ai chip utilizzati in laptop, smartphone e altri dispositivi di elettronica di consumo.

Secondo TrendForce, i prezzi contrattuali della DRAM tradizionale sono aumentati fino al 98% nel primo trimestre del 2026 e sono destinati a crescere di un ulteriore 58-63% nel trimestre in corso. Micron ha ammesso di riuscire a soddisfare soltanto circa due terzi della domanda di alcuni clienti, mentre i nuovi impianti in costruzione a Boise, nell'Idaho, non entreranno a pieno regime prima del 2027. È in questo contesto che Apple ha deciso di ritoccare i listini.

Le dichiarazioni di Tim Cook

In un'intervista rilasciata al Wall Street Journal il 17 giugno, l'amministratore delegato Tim Cook aveva spiegato che gli aumenti erano diventati "inevitabili", sostenendo che l'azienda aveva cercato di assorbire gli incrementi dei costi il più a lungo possibile, ma che la situazione era ormai "insostenibile". Cook ha spiegato "di non aver mai assistito a una simile impennata dei prezzi delle componenti in oltre quarant'anni di carriera, in nessun settore".

I nuovi prezzi dei prodotti Apple

Gli aumenti sono entrati immediatamente in vigore sull'Apple Store. Il MacBook Neo passa da 599 a 699 dollari, l'iPad base da 349 a 449 dollari e l'iPad mini arriva a 599 dollari. Ritoccati verso l'alto anche i prezzi di Apple TV, HomePod e Vision Pro, mentre gli iPhone restano per il momento esclusi.

Possibili rincari anche per iPhone

Secondo Counterpoint Research, tuttavia, l'aumento del costo delle memorie potrebbe aggiungere circa 200 dollari ai costi di produzione di un iPhone, rendendo probabili ritocchi ai listini nei prossimi mesi. L'annuncio ha provocato una reazione immediata di Wall Street: il titolo Apple ha perso oltre il 6%, registrando la peggiore seduta dall'aprile 2025.

Impatto su produttori e mercato globale

Apple rimane comunque uno dei gruppi meglio attrezzati per affrontare la crisi grazie ai rapporti consolidati con i fornitori. Per gli altri produttori la pressione è ancora maggiore. Dell, HP e Lenovo hanno già ritoccato verso l'alto i prezzi dei notebook, mentre nella fascia media degli smartphone diversi produttori stanno scegliendo di ridurre la dotazione di memoria pur mantenendo invariati i prezzi di vendita.

Previsioni sulla produzione e sulle vendite

Secondo IDC, una delle principali società mondiali di ricerca e analisi nel settore dell'informatica, dei semiconduttori, delle telecomunicazioni e dell'elettronica di consumo, nel 2026 la capacità produttiva globale di DRAM crescerà soltanto del 16%, ben al di sotto della domanda. Le conseguenze sono già visibili sul mercato finale: le vendite di smartphone sono attese in calo di circa il 14% su base annua, mentre quelle dei PC dovrebbero diminuire dell'11,3%, una delle peggiori contrazioni mai registrate per entrambi i comparti.

Leggi l'intero articolo