Cos'è la procedura d'infrazione dell'Ue?

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AGI - Uno 0,1% nel rapporto deficit/PIL del 2025 separa l'Italia dalla possibilità di chiudere in anticipo la procedura Ue per disavanzo eccessivo aperta dal 2024. Le stime macroeconomiche elaborate negli scorsi mesi dal governo e dagli enti di previsione vedono l'obiettivo della discesa sotto al 3% alla portata per il 2027.

Il 26 luglio 2024, in seguito alla proposta della Commissione, il Consiglio europeo ha avviato una procedura nei confronti dell'Italia, visto il disavanzo di bilancio pari al 7,4% nel 2023. Il 21 gennaio 2025 è stata adottata una raccomandazione in base alla quale l'Italia dovrebbe porre fine al disavanzo eccessivo entro il 2026. Attualmente l'Italia è in compagnia di altri nove Paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Finlandia, Francia, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Romania.

Il meccanismo per disciplinare i bilanci

Ma come funziona la procedura di infrazione dell'Ue? Si tratta di un meccanismo pensato dall'Ue per garantire che gli Stati membri ristabiliscano o mantengano la disciplina nei loro bilanci pubblici e, quando necessario, incoraggiarne la correzione. Per evitare che disavanzo e debito pubblico vadano fuori controllo, gli Stati hanno concordato valori di riferimento sanciti nei trattati: 3% per il rapporto disavanzo/PIL e 60% per il rapporto debito/PIL.

Se uno Stato membro supera i valori di riferimento per il disavanzo o il debito, oppure rischia di superarli nel prossimo futuro, la Commissione elabora una relazione sul caso specifico. Qualora la Commissione ritenga giustificato avviare una procedura informa il Consiglio e propone di adottare una decisione che stabilisca l'esistenza di un disavanzo eccessivo. Il Consiglio esamina le eventuali osservazioni formulate dallo Stato membro interessato e, successivamente, adotta una decisione contenente una valutazione globale. 

Se ravvisa l'esistenza di un disavanzo, il Consiglio adotta una raccomandazione, basata su quella emanata dalla Commissione, che definisce le modalità di correzione della situazione. La raccomandazione può specificare un percorso di rettifica del bilancio, espresso in termini numerici, e un termine temporale entro cui concludere la correzione dei conti. Quindi lo Stato membro interessato adotta le misure necessarie entro sei mesi.

L'eventuale sanzione

Se, entro il termine stabilito, non è stato dato seguito effettivo alla raccomandazione o lo Stato membro non si conforma, il Consiglio può imporre delle sanzioni, compresa un'ammenda il cui importo può raggiungere lo 0,05% del PIL dell'anno precedente. L'eventuale ammenda deve essere versata ogni sei mesi fino a quando il Consiglio ritiene che lo Stato membro interessato abbia dato seguito effettivo alle raccomandazioni. Se lo Stato membro continuasse a non conformarsi alle prescrizioni, il Consiglio ha il diritto di intensificare le sanzioni.

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