Corsa a petrolio e oro, la guerra in Iran fa volare i beni rifugio

5 giorni fa 10

AGI - Effetto guerra sui mercati: le prime reazioni alla situazione in Medioriente consistono essenzialmente in una corsa ai beni rifugio. Volano il petrolio e l'oro, si rafforza il dollaro. In particolare, nella prima sessione di negoziazione dall'inizio degli attacchi contro l'Iran, il greggio Brent, il benchmark internazionale, è salito fino al 13% a 82,37 dollari al barile, prima di cedere parte dei guadagni e segnare un rialzo del 7% a Londra.

L'attività nello Stretto di Hormuz, lo stretto braccio di mare all'imboccatura del Golfo attraverso il quale transita un quinto del petrolio e del gas mondiali, ha subito un rallentamento fino a raggiungere quasi il blocco totale in seguito agli attacchi. Anche gli attacchi di ritorsione di Teheran contro i paesi vicini del Golfo minacciano le infrastrutture regionali, fondamentali per il mercato energetico globale.

L'impatto economico 

"Le implicazioni di questo conflitto per l'economia mondiale dipendono dal flusso di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz", ha affermato a FT Norbert Rucker, responsabile economico di Julius Baer. "Lo scenario più temuto non è la sua chiusura, ma un grave danno alle infrastrutture chiave della regione per il petrolio e il gas". I prezzi dell'oro sono aumentati dell'1,6% a 5.362 dollari l'oncia, il dollaro è salito dello 0,4% rispetto a un paniere dei suoi principali partner commerciali.

In calo i future di Wall Street, mentre i mercati azionari asiatici hanno registrato un calo, con l'indice Topix giapponese e l'indice Hang Seng di Hong Kong in ribasso rispettivamente dell'1,5% e dell'1,4%.

 

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