Consumare soia e legumi riduce il rischio di ipertensione

4 giorni fa 37

AGI - Un maggiore apporto alimentare di soia e legumi è associato a un minor rischio di ipertensione. Questo risultato emerge da uno studio, pubblicato sul British Medical Journal Nutrition Prevention & Health, condotto dagli scienziati dell'Oslo New University College e dell'Imperial College London.

Il team, guidato da Dagfinn Aune, ha analizzato i database di lavori precedenti pubblicati fino a giugno 2025, riportando dieci pubblicazioni che includevano dati da dodici analisi precedenti. Cinque di queste provenivano dagli Stati Uniti, cinque dall'Asia e due dall'Europa. Il numero dei partecipanti variava da 1.152 a 88.475 e il numero di casi di ipertensione arteriosa variava da 144 a 35.375.

I risultati dell’analisi

L'analisi aggregata ha rivelato che un maggiore consumo giornaliero di legumi e alimenti a base di soia era associato a un rischio inferiore di sviluppare ipertensione. Nello specifico, consumare circa 170 grammi di legumi, tra cui piselli, lenticchie, ceci e fagioli, era correlato a una probabilità del 30 per cento più bassa di sviluppare ipertensione.

Il ruolo degli alimenti a base di soia

Allo stesso tempo, mangiare dai 60 agli 80 grammi di alimenti a base di soia, come tofu, tempeh e miso, portava a un rischio del 28-29 per cento più basso di sperimentare la patologia.

Le prove scientifiche

Utilizzando i criteri di classificazione delle prove del World Cancer Research Fund per valutare la probabilità di causalità, i ricercatori ritengono che le prove complessive indichino una probabile relazione causale tra il consumo di legumi e soia e una riduzione del rischio di ipertensione.

Le possibili spiegazioni biologiche

Secondo gli studiosi, una possibile spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che legumi e soia sono ricchi di potassio, magnesio e fibre alimentari, tutti elementi noti per le loro proprietà di contrastare l'innalzamento della pressione sanguigna.

Fibre, fermentazione e isoflavoni

Lavori precedenti hanno suggerito che la fermentazione delle fibre solubili presenti nei legumi e nella soia produce acidi grassi a catena corta che influenzano la dilatazione dei vasi sanguigni, mentre il contenuto di isoflavoni nella soia sembra contribuire ad abbassare la pressione sanguigna.

I limiti dello studio

Tra i limiti principali della ricerca, gli autori riconoscono la grande variabilità degli studi inclusi nell'analisi.

Le implicazioni per la salute pubblica

"Nonostante ciò - afferma Aune - i risultati hanno importanti implicazioni per la salute pubblica, dato l'allarmante aumento globale della prevalenza dell'ipertensione. L'attuale consumo di legumi in Europa e nel Regno Unito si attesta intorno agli 8-15 grammi al giorno, ben al di sotto delle raccomandazioni dietetiche di 65-100 grammi giornalieri.

Le conclusioni dei ricercatori

"Saranno necessari ulteriori approfondimenti su larga scala - conclude - nel frattempo, il nostro lavoro rafforza le prove a sostegno dei benefici cardioprotettivi delle diete a base vegetale". 

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