AGI - "L'economia italiana, nonostante le tensioni internazionali, mostra una capacità di tenuta superiore alle aspettative". Parole del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che aggiunge: "L'incertezza resta elevata, ma l'occupazione è ai massimi storici, l'inflazione di fondo è sotto il 2% e le famiglie hanno ancora una buona propensione al consumo. Sono dati positivi, ma occorre rafforzare investimenti e competitività per ritrovare la via di una crescita più robusta e duratura".
L'analisi nel dettaglio dell'Ufficio studi di Confcommercio
Tensioni internazionali, conflitto nel Golfo Persico, rischio energetico e persistenti incertezze geopolitiche non fanno registrare, per il momento, una frenata dell'economia. E' quanto emerge da un'analisi dell'Ufficio Studi Confcommercio. A sostenere l'attività economica sono l'occupazione ai massimi storici, una propensione al consumo ancora significativa, un turismo in crescita e un'inflazione di fondo che resta sotto il 2%, segnale di un sistema produttivo-distributivo che non ha trasferito integralmente gli shock esterni sui prezzi.
Per il 2026, infatti, si stima una crescita del Pil dello 0,9% e dei consumi dell'1,2% - previsioni più ottimistiche rispetto a quelle delle principali istituzioni nazionali e internazionali - in uno scenario che resta complesso ma lontano da ipotesi recessive.
Domanda e consumi delle famiglie
Certo, sottolinea l'ufficio studi Confcommercio, "l'incertezza rimane elevata, ma non si traduce in sfiducia generalizzata. Sul versante dei consumi, infatti, emergono segnali concreti di ottimismo: le intenzioni di acquisto delle famiglie a maggio si mantengono su livelli elevati, in particolare per l'acquisto di elettrodomestici (29%), mobili (24,5%) e per la ristrutturazione dell'abitazione (23,5%). E anche se per alcuni prodotti non si sono ancora raggiunti i livelli degli anni passati, la domanda delle famiglie continua a mantenersi solida e gli italiani non rinunciano a investire nei principali beni durevoli e nei progetti familiari".
Turismo motore della crescita
Anche le intenzioni sulle prossime vacanze estive rispecchiano questo sentiment con un 38,5% di italiani (il valore più elevato dal 2020 ad oggi) che ha già programmato una vacanza, confermando il turismo come uno dei principali motori della crescita.



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