Con gli ultrasuoni migliora il tunnel carpale

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AGI - L'idrodissezione, una tecnica innovativa minimamente invasiva basata sugli ultrasuoni, offre sollievo duraturo senza necessità di ricorrere ai farmaci steroidei per i pazienti che soffrono della sindrome del tunnel carpale. Lo suggerisce uno studio, pubblicato sulla rivista Radiology, condotto dagli scienziati dell'University College of Medical Sciences e del Guru Teg Bahadur Hospital di Delhi.

Il team, guidato da Anupama Tandon e Anindita Bose, ha reclutato 63 partecipanti con tunnel carpale refrattari alle cure convenzionali, dividendoli in tre gruppi: idrodissezione ecoguidata con sola soluzione salina, idrodissezione con soluzione salina e corticosteroide, oppure iniezione classica di solo corticosteroide. I soggetti sono stati monitorati per 24 settimane tramite ecografia.

I risultati

I risultati hanno mostrato che l'approccio ha ridotto l'area del nervo mediano del 43-45 per cento rispetto al trattamento tradizionale. Allo stesso tempo, i benefici della pratica continuavano a migliorare fino a sei mesi, a differenza delle iniezioni di steroidi che offrono solo un sollievo temporaneo ed espongono a rischi locali come l'indebolimento dei tendini.

"Il nostro lavoro - afferma Tandon - suggerisce che l'idrodissezione ecoguidata con soluzione salina rappresenta un trattamento sicuro e minimamente invasivo, che può fornire un miglioramento clinico e morfologico duraturo nei pazienti con sindrome del tunnel carpale refrattaria, e può persino alleviare o differire la necessità di un intervento chirurgico".

Nei prossimi approfondimenti, concludono gli autori, sarà necessario avviare studi multicentrici su campioni più ampi e hanno già avviato una ricerca per confrontare l'efficacia a lungo termine di diverse sostanze iniettabili nell'idrodissezione, valutando ad esempio il destrosio rispetto alla soluzione salina. 

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