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Claudio Baglioni all'Università di Napoli: "Io architetto iscritto qui e musicista per caso" - Fast.it

Claudio Baglioni all'Università di Napoli: "Io architetto iscritto qui e musicista per caso"

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AGI - "Vi devo confessare che io faccio il musicista e il compositore e l'interprete per caso. Sono anche architetto, però, sono un architetto credente ma non praticante. Questa è una cosa che ho scelto, mentre non ho scelto di fare musicista, l'architetto invece, che non sto facendo e che non ho fatto, se non in piccoli episodi, è stato sempre un pensiero fisso fin da quando ero bambino". Si racconta, senza risparmiare aneddoti e battute, Claudio Baglioni, agli studenti dell'Università Federico II, a Napoli, nella chiesa cinquecentesca di San Marcellino e tratteggia l'immagine di chi in qualche modo ha legami con Napoli, a partire dall'iscrizione all'albo degli architetti di Napoli, ma ancora prima, in realtà, con Ischia.

L'albo di Napoli

"C'è una cosa curiosa - racconta - io non sono solamente laureato in architettura, ma sarei proprio un architetto abilitato a essere architetto, e la cosa curiosa è che io sono iscritto all'albo degli architetti di Napoli, degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori perché, facendo un lavoro qui a Napoli, avevo alcuni giorni e preparai una sorta di esame, una tesi discussa di fronte a un pubblico come questo". E alla fine dell'incontro con la folta platea di laureandi, Baglioni decide, prima di salutare, di parlare anche delle sue 'origini'.

"Quando ho visto i docenti, ho pensato che fossero loro a farmi delle domande, e ho detto 'un altro esame, un'altra volta. Napoli è proprio il posto degli esami e gli esami d'altronde non finiscono mai' - ironizza - mi ha fatto piacere però con quale senso dell'appartenenza gli studenti si riferissero ai propri docenti, dicendo ogni volta io sono di quello, sono di quell'altro. Volevo dirvi che anch'io sono di qualche parte. Io sono figlio di genitori umbri ma nato a Roma. I miei tutto sommato sono stati degli emigranti. È vero che fecero solo 100 chilometri scendendo da Orvieto verso Roma ma lo fecero come volando". 

Viaggio di nozze

"Mio padre e mia madre nel 1950 fecero un viaggio di nozze ritardato, perché si erano sposati un pochino prima, ma non avendo sostanze rimandarono fino a quando misero da parte un po' di soldi per andare fare una settimana di cure termali a Ischia. Facendo i conti io sono nato poco prima di un anno dopo" il loro rientro da "questa luna di miele a Ischia che raccontavano, quando arrivavano altre persone, parenti, amici, continuamente. Tutti siamo di qualcosa. Io sono anche un po' di Ischia".

Il sigillo

Durante l'incontro nell'ateneo federiciano, il rettore Matteo Lorito ha consegnato a Claudio Baglione il sigillo dell'università Federico II e una pergamena, definendo il cantante "un orgoglio nazionale e averlo qui in Federico II, a interloquire con gli studenti di varie discipline, credo che sia un grande arricchimento". La motivazione del riconoscimento al Baglioni architetto è per un "poeta della musica italiana, per l'alto valore artistico e culturale del suo percorso musicale e per aver scelto per il suo Grand Tour location di inestimabile valore storico, archeologico e paesaggistico trasformando i suoi concerti in una narrazione della bellezza della Campania e dell'Italia tutta".

'Gran Tour La Vita è Adesso'

L'incontro a Napoli è una delle tappe che fanno da preludio al progetto live 'Gran Tour La Vita è Adesso', che attraverserà l'Italia tra giugno e settembre, con circa 40 concerti in teatri, anfiteatri e piazze storiche del Paese e celebrerà il quarantesimo anniversario dell'album 'La vita è adesso', pubblicato l'8 giugno del 1985 e ancora oggi il disco più venduto di sempre in Italia, con 4 milioni e mezzo di copie fisiche, rimasto in vetta alle classifiche per 27 settimane consecutive.

"Sono felice di appartenere a questa storia e di esserne il protagonista, è un record assoluto e per mia fortuna probabilmente lo resterà per sempre perché parlavamo di cosiddette copie fisiche quando ancora esisteva quello strano feticcio dell'album discografico, del famoso LP, poi soprannominato in seguito vinile. È stata una storia sorprendente quella de 'La vita è adesso'. Appena terminato lo ascoltai con un mio amico tornando da Londra, avevamo finito l'album lì, e ascoltando in macchina la prova del disco dissi: 'beh, sarà un insuccesso pazzesco perché è troppo complicato, non ci sono ritornelli, la forma canzone è stata assolutamente violata nei confronti proprio delle strutture più comuni'. Ma sono stato un cattivo profeta", osserva Baglioni. 

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