Centrosinistra: sintonia sul programma, resta il nodo sulla patrimoniale

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AGI - I toni sono compassati, le posizioni concilianti anche su quei temi - pochi - che sembrano marcare delle differenze. I leader del campo progressista si ritrovano sullo stesso palco, questa volta ospiti dell’assemblea programmatica della Cgil. Il perimetro si fa ogni giorno un po’ più ampio. Assieme a Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli e Magi c’è anche Maria Elena Boschi, in rappresentanza di Italia Viva. E poi Maurizio Landini, in veste di ‘padrone di casa’.

Che il rapporto tra le forze politiche sia meno esacerbato di quanto si racconti lo rileva anche Giuseppe Conte: “Oggi c’è un clima diverso: ci stiamo confrontando sui contenuti. Per fortuna ora i tavoli si sono formati, il programma va avanti e si è creato un clima di dibattito per mettere a punto tutte queste misure”. Parole che arrivano a poche ore dalla prima convocazione del tavolo di programma, sabato, con i capigruppo dei partiti.

Il tema della sicurezza

Sul palco che fu la ‘casa’ di Gigi Proietti, intanto, si parte da un sondaggio della Cgil che mostra i temi in cima ai pensieri, e alle preoccupazioni, degli italiani. Il primo spiazza un po’ tutti, a cominciare da Landini: la sicurezza. Si scopre, così, che la renziana Maria Elena Boschi la vede come il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che a sua volta è d’accordo con Franco Gabrielli, ex capo della polizia ‘arruolato’ in Più Uno di Ruffini.

Ovvero: investire su uomini e mezzi, ma contemporaneamente lavorare su cultura, integrazione e ralzione: “Ringraziamo Franco Gabrielli che mette a disposizione la sua esperienza e parla di sicurezza come fattore relazionale. Considero preziosi questi suggerimenti. Se accompagniamo al controllo del territorio politiche culturali, della scuola, siamo in grado di invertire la tendenza anche su questo terreno”, dice Fratoianni. Boschi sintetizza utilizzando un vecchio adagio di Matteo Renzi ai tempi in cui era premier: un euro in cultura per ogni euro in sicurezza. “Per noi la sicurezza tene insieme investimenti in forze dell’ordine, ma anche cultura e centri di aggregazione per i giovani. A un euro in sicurezza deve corrispondere un euro in cultura, o forse di più”, sottolinea Boschi.

Albania, migranti e decreti sicurezza

Elly Schlein la mette giù così: “La protezione va intesa in senso ampio: la sicurezza urbana, rafforzando i presidi delle forze dell’ordine riportando in Italia 800 milioni messi in Albania”. Sullo stesso tema, declinato con la gestione dei flussi dei migranti, Magi e Landini chiedono di “spazzare via” la legge Bossi-Fini che “produce solo irregolarità”. Occorre invece, “produrre lavoro vero”, sottolinea il segretario Cgil. E le risorse? Si chiudono i centri in Albania, costati 800 milioni, e si riportano gli agenti in Italia. Intanto. Poi abolire i decreti sicurezza, la prima mossa dell’eventuale governo di centrosinistra per Angelo Bonelli.

Salario minimo e patrimoniale

Sul salario minimo tutti d’accordo e, d’altra parte, la proposta è lì in Parlamento, firmata da tutti i partiti di opposizione. Per dare una scossa al confronto bisogna battere sul tasto del fisco e, in particolare, sul tema della patrimoniale, cavallo di battaglia di Nicola Fratoianni. “Una tassazione sulle grandissime ricchezze è una proposta di buon senso”, dice il rossoverde: “Sono 50 mila italiani su 60 milioni”, i super ricchi che guadagnano oltre due milioni l’anno, “lo 0,1 per cento: quella imposta libererebbe 12 milioni l’anno”. I contrari, tra i quali Giuseppe Conte e Maria Elena Boschi, obiettano che una misura del genere farebbe scappare gli investimenti in Italia. “Non è così”, risponde Fratoianni citando degli “studi internazionali”.

Schlein sembra concordare: come si spiega, sennò, la exit tax inserita dalla maggioranza nella legge di bilancio? “Siamo favorevoli a tassare i super ricchi”, dice la segretaria: “Si tratta di una battaglia che abbiamo portato avanti in Europa”. Giuseppe Conte non è convinto: “Il problema della patrimoniale non è una questione ideologica. È stata fatta in tanti Paesi europei e non ha portato risorse, non ha funzionato. Il primo problema è valutare i patrimoni. Chi ha più soldi a quel livello non è fermo nella cittadina di provincia, occulta, la muove quella ricchezza”. La distanza, qui, è con Fratoianni: “Non è vero che i capitali scappano”, dice.

Fisco e progressività

Sul fisco in generale, la bussola del centrosinistra è la Costituzione e il principio di progressività in essa previsto. “Vogliamo stabilire un principio per cui l’aliquota, a parità di reddito, deve essere la stessa a prescindere da come fai quel reddito”, dice Schlein. E ancora: “La fiscal drag è un altro furto nascosto di questo governo. E quest’anno ruberà altri 4 miliardi, sempre ai soliti”.

La "delusione" e l’alleanza costituzionale

Si chiude con un giro di interventi sulla parola ‘delusione’. Si intende quella degli italiani, che li porta a tenersi lontani dalle urne. Per Schlein la delusione e disillusione si combatte non solo - e non tanto - con le proposte, quanto con “i valori e una visione” di Paese. L’idea della segretaria è quella di una alleanza costituzionale, fondata sui principi della Carta e che in essa si riconosca contro una destra che mira a “stravolgerla”. Conte è d’accordo, ma chiede una alleanza che miri a un governo di legislatura, mica come accaduto con il Conte 2, quando Renzi ha fatto saltare l’esecutivo aprendo la strada a Draghi, “che ha cancellato il sistema del cashback fiscale”, ricorda.

L’ultima parola a Landini

L’ultima parola spetta al padrone di casa: “Per combattere quella delusione che riguarda tutti i corpi intermedi c’è bisogno di umiltà, di tornare ad ascoltare le persone. Lo sciopero del 20 novembre non è uno sciopero come gli altri: abbiamo scelto il 20 novembre perché quel giorno gli studenti e le studentesse saranno in piazza e sentiamo la necessità di essere lì insieme a loro, per capire di cosa parlano”.

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