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Celiachia: verso una diagnosi senza biopsia anche per gli adulti - Fast.it

Celiachia: verso una diagnosi senza biopsia anche per gli adulti

3 ore fa 1

AGI - La diagnosi di celiachia senza biopsia, già adottata nei bambini, potrebbe essere estesa anche agli adulti selezionati, grazie a nuovi criteri clinici e biomarcatori. Lo evidenziano i dati presentati da Fabiana Zingone, Università di Padova e Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE), nell'ambito del Congresso nazionale delle Malattie Digestive promosso da FISMAD.

Le nuove linee guida europee del 2025

Introducono per la prima volta la possibilità di una diagnosi "biopsy-free" anche negli adulti sotto i 45 anni, privi di sintomi di allarme e seguiti in centri di riferimento, a condizione che i livelli di anticorpi anti-transglutaminasi IgA superino di oltre dieci volte il valore normale e siano confermati da un secondo test. Questo approccio, già consolidato in età pediatrica, potrebbe semplificare significativamente il percorso diagnostico per molti pazienti. Parallelamente, la ricerca sta individuando nuovi biomarcatori utili a migliorare l'accuratezza diagnostica.

La dieta senza glutine

Tra questi, il rilascio di interleuchina-2 (IL-2) nel sangue subito dopo l'esposizione al glutine potrebbe rappresentare uno strumento promettente sia per la diagnosi sia per il monitoraggio dei pazienti già in dieta senza glutine. Secondo gli esperti, questo indicatore potrebbe anche contribuire a chiarire le soglie minime di glutine in grado di attivare la risposta immunitaria. Sul fronte terapeutico, la dieta senza glutine resta l'unico trattamento approvato, ma circa un paziente su cinque continua a manifestare sintomi nonostante l'aderenza al regime alimentare.

Per questo motivo sono in corso studi su nuove terapie complementari, tra cui farmaci in grado di interferire con la transglutaminasi, modulare la risposta immunitaria o agire su specifiche citochine coinvolte nel processo infiammatorio. Queste strategie, ancora in fase preliminare, potrebbero affiancare in futuro la dieta. In Italia, la gestione della celiachia si accompagna a importanti novità sul piano della prevenzione.

La legge 130 del 2023

Ha introdotto per primo al mondo lo screening neonatale per celiachia e diabete di tipo 1, dopo una fase pilota in diverse regioni. L'estensione a livello nazionale è prevista nel corso del 2026, con l'obiettivo di individuare precocemente i casi non diagnosticati. Secondo i dati del Ministero della Salute, le diagnosi in Italia sono circa 280 mila, ma rappresentano meno della metà dei casi stimati.

"Più della metà dei celiaci resta ancora sommersa", sottolinea Rossella Valmarana, presidente dell'Associazione Italiana Celiachia (AIC), evidenziando la necessità di rafforzare gli strumenti di individuazione precoce. Accanto allo screening, sono state introdotte misure per migliorare l'accesso alle cure, come la digitalizzazione e la validità nazionale dei buoni per l'acquisto di prodotti senza glutine, oltre a fondi dedicati all'informazione. Secondo la senatrice Elena Murelli, l'obiettivo è ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire uniformità nell'assistenza. Gli esperti sottolineano infine l'importanza di una corretta informazione per contrastare le false credenze sulla dieta senza glutine e migliorare la qualità della vita dei pazienti, anche attraverso iniziative di aggiornamento scientifico e campagne di sensibilizzazione.

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