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Caro carburanti, il governo incontra le imprese. Verso un nuovo decreto - Fast.it

Caro carburanti, il governo incontra le imprese. Verso un nuovo decreto

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AGI - Domani mattina al Mimit il governo incontra le imprese per provare a tendere una mano dopo lo strappo che si è consumato nei giorni scorsi con il mondo produttivo sul Dl fiscale. Nel frattempo, l'esecutivo lavora anche ad un possibile nuovo decreto in materia di caro carburanti: potrebbe arrivare una proroga del taglio temporaneo di 25 centesimi delle accise, attualmente in vigore fino al 7 aprile.

L'orientamento prevalente nel governo al momento, viene riferito da fonti qualificate, sarebbe quello di procedere a una proroga del decreto legge sul taglio delle accise sui carburanti varato dopo l'impennata del prezzo della benzina e del gasolio a seguito del conflitto in Medio Oriente. Il provvedimento potrebbe approdare in Cdm subito dopo Pasqua, martedì 7 aprile. Sarebbe in corso invece una valutazione in merito alla durata del provvedimento. Per il primo decreto erano stati scelti 20 giorni in attesa di avere maggiori informazioni sulla possibile durata della guerra. Al momento non si intravede una fine immediata del conflitto. Ora, per calibrare meglio il peso finanziario e dunque l'estensione del nuovo Dl, l'esecutivo attenderebbe la comunicazione di venerdì 3 aprile da parte dell'Istat con l'aggiornamento sui conti economici nazionali.

Il dossier fiscale e le critiche di Confindustria

L'altro dossier caldo, quello sul fisco, incrocia comunque i contraccolpi economici del conflitto in corso. Confindustria sostiene che il nuovo Dl fiscale, varato la scorsa settimana dal Cdm, apra "un fronte critico tra Governo e sistema produttivo, con effetti diretti sugli investimenti legati a Transizione 5.0". Il presidente degli industriali Emanuele Orsini ha parlato di "forte preoccupazione" per la "mancanza di risorse destinate agli esodati legati al piano Transizione 5.0". Anche altre sigle datoriali hanno espresso critiche sul provvedimento.

La riduzione del credito d'imposta e le proposte

All'origine della contesa c'è la riduzione a poco più di 500 milioni di euro dello stanziamento legato al credito di imposta per Transizione 5.0, inizialmente atteso attorno ad 1,3 miliardi. Si tratta dello strumento pensato per sostenere il processo di trasformazione digitale ed energetica delle aziende. Ora le imprese chiedono chiarimenti. Il Mimit e il Tesoro, viene riferito, starebbero studiando una serie di possibili proposte da presentare al tavolo. Si parla anche dell'ipotesi di congelare la norma. Il testo del Dl fiscale è atteso martedì prossimo in Commissione in Senato.

Risorse limitate e incertezza geopolitica

Il problema principale resta quello delle risorse limitate a disposizione, in un contesto che suggerisce al governo il contenimento della spesa. In questo frangente di forte incertezza geopolitica, i fondi inizialmente destinati al credito di imposta su Transizione 5.0 potrebbero anche essere destinati ad altre voci di intervento. Ieri il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, parlando al G7 Finanze, Energia e Banche Centrali, ha sostenuto che le misure energetiche per contrastare l'aumento dei prezzi energetici "devono essere mirate, temporanee e basate su un approccio condiviso, tenendo a mente l'impatto della crisi nei diversi Paesi. Dobbiamo trovare un giusto mix tra politica monetaria e fiscale".

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