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Artemis II, la Nasa manda i 'fantastici 4' sulla Luna - Fast.it

Artemis II, la Nasa manda i 'fantastici 4' sulla Luna

2 ore fa 1

AGI - La NASA si prepara a riportare gli esseri umani nelle vicinanze della Luna con la missione Artemis II, che dovrebbe essere lanciata alle 6,24 del primo aprile (le 00,24 italiane di giovedì 2 aprile). Dopo una serie di rinvii dovuti a problemi tecnici il lancio è ora previsto dal Kennedy Space Center in Florida, con diverse finestre disponibili in caso di ulteriori slittamenti legati al meteo o a verifiche tecniche.

L'equipaggio, già arrivato a Cape Canaveral e attualmente in quarantena in vista del decollo, è composto da quattro astronauti: il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e la specialista di missione Christina Koch, tutti della NASA, insieme a Jeremy Hansen dell'Agenzia Spaziale Canadese. I quattro si sono addestrati per circa tre anni nell'area di Houston per prepararsi a questa missione storicaArtemis II segnerà diversi traguardi importantiGlover sarà il primo uomo di colore a spingersi oltre l'orbita terrestre, Koch la prima donna a viaggiare verso la Luna e Hansen il primo canadese e più in generale il primo non americano a prendere parte a una missione lunare. A oltre mezzo secolo dall'Apollo 17 del 1972, ultima missione con equipaggio verso la Luna, Artemis II rappresenta un passaggio fondamentale per il ritorno dell'uomo nello spazio profondo.

Il volo e la traiettoria

Il volo durerà circa dieci giorni e porterà gli astronauti in orbita lunare senza prevedere un allunaggio. Il punto di massimo avvicinamento alla superficie lunare è previsto intorno al quinto giorno di missione.

Our Artemis II crew will be going around the Moon, but they'll always find their way back home

During this complex journey, the four astronauts will travel ~685,000 miles on a trajectory around the Moon and back to Earth.

See their daily agenda: https://t.co/172PVtri2Z pic.twitter.com/zsK5i6pirj

— NASA Artemis (@NASAArtemis) March 25, 2026

Durante il viaggio, l'equipaggio avrà una posizione privilegiata per osservare anche il lato nascosto della Luna, un'esperienza riservata finora a pochissimi esseri umani. Inoltre, a seconda dell'orario di lancio, la traiettoria potrebbe consentire di stabilire un nuovo record di distanza dalla Terra, superando quello raggiunto nel 1970 dalla missione Apollo 13.

Il razzo e la capsula Orion

Il razzo Space Launch System (SLS), già posizionato sulla storica piattaforma 39B, è uno dei più potenti mai costruiti: alto circa 98 metri, genera una spinta pari a milioni di chilogrammi ed è assistito da due enormi razzi ausiliari a propellente solido, i più grandi mai utilizzati in volo. I motori principali RS-25, derivati e aggiornati dal programma Space Shuttle, si attivano pochi secondi prima del decollo, mentre i booster forniscono circa il 75 per cento della spinta nei primi minuti di volo. Circa otto minuti dopo il lancio, la capsula Orion chiamata Integrity si separerà dallo stadio centrale del razzo. L'equipaggio trascorrerà inizialmente circa un giorno in orbita terrestre per verificare tutti i sistemi della navicella. Successivamente, Orion accenderà il proprio motore principale per effettuare la manovra di iniezione translunare, che inserirà la capsula in una traiettoria a forma di otto attorno alla Terra e alla Luna.

Componente internazionale e rientro

La missione ha anche una forte componente internazionale. Il secondo modulo di servizio della capsula Orion è stato realizzato dall'Agenzia Spaziale Europea con il contributo di oltre 20 aziende in 10 Paesi membri, tra cui l'Italia con Thales Alenia Space, sotto la guida del contraente principale Airbus. Questo modulo fornirà energiapropulsione, aria, acqua e controllo termico all'equipaggio per tutta la durata del volo. Il rientro rappresenterà una delle fasi più critiche della missione: la capsula Orion entrerà nell'atmosfera terrestre a una velocità di circa 25.000 miglia orarie, affrontando temperature prossime ai 3.000 gradi Fahrenheit. Un sistema composto da 11 paracadute rallenterà progressivamente la discesa fino all'ammaraggio nell'Oceano Pacifico, al largo della California.

LIVE: Three days ahead of launch, experts provide updates on our @NASAArtemis II test flight. This mission marks a key step toward long term exploration of the Moon and future missions to Mars. https://t.co/xuDitPWW59

— NASA (@NASA) March 29, 2026

Valore simbolico e futuro

Oltre agli aspetti tecnici, Artemis II ha anche un forte valore simbolico. La missione riflette una nuova fase dell'esplorazione spaziale, caratterizzata da maggiore inclusività e cooperazione internazionale. Come ha dichiarato Wiseman, il viaggio porterà l'equipaggio a circa 250.000 miglia dalla Terra, in coincidenza con il 250° anniversario degli Stati Uniti: "Ci stiamo dirigendo a 250.000 miglia dal pianeta Terra, e guarda caso coincide con il 250° anniversario degli Stati Uniti d'America". La missione servirà soprattutto a verificare che la capsula Orion sia in grado di trasportare esseri umani in sicurezza nello spazio profondo, aprendo la strada alle future missioni Artemis che riporteranno gli astronauti sulla superficie lunare. Come ha sottolineato Christina Koch, i record e i primati rappresentano solo una parte della storia: il vero valore risiede nella diversità dell'equipaggio e nella capacità di affrontare sfide complesse grazie a prospettive differenti. In questo senso, Artemis II non è solo un test tecnologico, ma un passo decisivo verso una nuova era dell'esplorazione umana dello spazio.

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