Alcuni lavori materni possono aumentare il rischio di autismo

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AGI - Alcune occupazioni lavorative svolte dalle madri prima e durante la gravidanza potrebbero essere associate a un aumento del rischio di disturbo dello spettro autistico nei figli. È quanto suggerisce uno studio coordinato da Aisha S. Dickerson della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health e pubblicato sulla rivista scientifica Occupational & Environmental Medicine. I ricercatori hanno osservato che lavori caratterizzati da elevata esposizione a sostanze tossiche, prodotti della combustione o alti livelli di stress risultano associati a maggiori probabilità di diagnosi di autismo nei bambini.

Il disturbo dello spettro autistico è una condizione del neurosviluppo caratterizzata da difficoltà nella comunicazione sociale e da comportamenti ripetitivi o ristretti. Studi precedenti avevano già ipotizzato possibili collegamenti con alcune attività lavorative materne, ma i risultati erano rimasti inconcludenti a causa delle dimensioni limitate dei campioni e della scarsa precisione nella valutazione delle esposizioni professionali.

Analisi dei dati in Danimarca

Per approfondire il tema, il gruppo di ricerca ha analizzato dati relativi a 1.702 casi di autismo diagnosticati in bambini nati in Danimarca tra il 1973 e il 2012, confrontandoli con oltre 108 mila controlli selezionati in base a sesso e anno di nascita. Le informazioni sulle occupazioni materne sono state ottenute dal registro pensionistico danese e suddivise in sette categorie professionali.

Settori lavorativi a maggiore rischio

Le analisi hanno mostrato che le madri impiegate nei trasporti terrestri, nella pubblica amministrazione e nel settore militare presentavano probabilità più elevate di avere un figlio con diagnosi di autismo. In particolare, lavorare in ambito militare o della difesa prima o durante la gravidanza risultava associato a un aumento del 59 per cento delle probabilità di diagnosi nei figli.

Esposizione a fumi e stress lavorativo

Anche le occupazioni nei trasporti terrestri, dove le lavoratrici possono essere esposte a fumi di combustione e particolato, sono risultate associate a un aumento del rischio pari al 24 per cento. Un incremento del 59 per cento è stato invece osservato per le donne impiegate nel settore giudiziario, professione che secondo gli autori potrebbe comportare elevati livelli di stress lavorativo.

Ipotesi sui meccanismi biologici

I ricercatori ipotizzano che esposizioni a piombo, solventi industriali, gas di scarico e altri contaminanti possano influenzare lo sviluppo neurologico fetale. Anche lo stress cronico durante la gravidanza potrebbe contribuire attraverso meccanismi infiammatori materni.

Associazioni non confermate

Lo studio non ha invece rilevato associazioni significative tra autismo e occupazioni agricole con possibile esposizione ai pesticidi. Analogamente, i collegamenti inizialmente osservati per trasporto aereo, industria chimica e servizi di pulizia hanno perso significatività statistica dopo l'aggiustamento per altri fattori.

Limiti dello studio

Gli autori sottolineano che si tratta di uno studio osservazionale e che non è possibile stabilire un rapporto diretto di causa-effetto. Tuttavia, "le occupazioni materne con frequente esposizione a sostanze tossiche e prodotti della combustione, così come i lavori altamente stressanti, potrebbero contribuire al rischio neuroevolutivo".

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