AGI - Una cerimonia di addio tra poesia e commozione, ma anche con qualche sorriso e spazio all'ironia. Proprio nello stile che sarebbe piaciuto a lui, David Riondino, l'attore, cantautore e molto altro che è morto domenica scorsa, 29 marzo, all'età di 73 anni. Il funerale nella Chiesa degli artisti a Roma ha visto l'abbraccio di tutto il suo mondo che si è stretto intorno a lui e alla sua famiglia nel momento più triste. Nelle prime file la moglie Giovanna, la figlia Giada, Sabina Guzzanti, compagna di Riondino per molti anni. E poi Stefano Bollani con la moglie Valentina Cenni. Ma più defilati tanti altri volti noti da Vincenzo Salemme a Luigi Manconi.
C'è Paolo Hendel che, al termine della cerimonia, ha letto la preghiera degli artisti. E poi ha raccontato: "Pochi giorni fa David mi ha mandato questa canzone cantata da lui, e c'è molto di lui anche nella traduzione, la 'Ballata per la morte del padre'". Interviene il poeta Davide Rondoni: "Da uomo di ironia quale sei hai deciso di morire nel giorno della domenica delle Palme in cui tanti osanna e proprio il nome David si alzava in cielo" e ha concluso, strappando una risata in chiesa: "Quando Dio si annoierà tra San Pietro che parla dei nostri guai e la Madonna che per fortuna prega per noi, dirà 'chiamate Riondino che voglio fare anche io un po' di intelligente casino, il mio amatissimo giullare'".
Stefano Bollani ha suonato un tango struggente al pianoforte. Sabina Guzzanti ha letto la poesia 'Lo stabilimento balneare', commossa, dove "i lettini ordinati somigliavano ai cimiteri". E poi, a stemperare, è stata cantata 'Maracaibo', canzone popolarissima, scritta da Riondino nel 1981 e diventata negli anni una vera e propria hit iconica degli anni '80. Omaggi e dediche degli amici di sempre tra sentimento e ironia, tra commozione e qualche sorriso, per dire un addio dolce al menestrello poeta Davide Riondino.
Le parole del sacerdote
"'Io ho fatto ciò che dovevo fare, voglio andare' mi ha detto David l'ultima volta che ci siamo visti, era pronto". Così il prete Guidalberto Bormolini durante la cerimonia funebre per David Riondino, attore e cantautore, nell'affollata Chiesa degli artisti a Roma. "Lui era un uomo libero, ha vissuto liberamente la sua spiritualità - ha proseguito - aveva un candore... non ha mai perso gli ideali. Era un grande sognatore di bene. In un mondo così mancherà il candore di David. Era un poeta nel cuore, di vera cultura, coltivava il bene, perché non cerchiamo di fare lo stesso? La malattia gli aveva fatto capire cosa veramente vale nella vita. David aveva cominciato a saziarsi di vita, di cultura, di amore della sua compagna che adorava. Sono - ha sottolineato ancora il sacerdote - le cose invisibili su cui vale la pena investire. Scegliere tra visibile e invisibile, è questa la sfida. Scegliere di stare dal lato invisibile che nessuno può toglierci". Quindi, ha concluso l'omelia con una 'raccomandazione' a Dio: "ti raccomandiamo il tuo amico e il tuo artista".





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