AGI - "Potevano avvisarmi". Achille Occhetto non nasconde la sua amarezza per la notizia della rimozione della targa in piazza dell'Unità a Bologna che celebrava la sua storica 'svolta'. "Non sono io che ho chiesto di mettere o fare la lapide, ma dal momento che l'hanno fatta dovevano difenderla", riprende sempre a Rai Radio1 per 'Un Giorno da Pecora', l'ex segretario Pci. Il riferimento è, ovviamente, alla manifestazione del 12 novembre 1989 per il 45esimo anniversario della battaglia partigiana del quartiere della Bolognina, nella sala comunale al 17 di via Pellegrino Tibaldi. Una partecipazione non prevista, con il segretario dell'allora Pci che indicava la necessità di "andare avanti con lo stesso coraggio che fu dimostrato durante la Resistenza" e si richiamava a Gorbaciov e al suo invito a "non conservare ma impegnarsi in grandi trasformazioni". "Non continuare su vecchie strade, ma inventarne di nuove per unificare le forze di progresso", era stata la linea tracciata da Occhetto che rispose con un "lasciano presagire tutto" a chi gli chiedeva se le sue parole lasciassero presagire che il Pci poteva anche cambiare nome. La targa - posta nel 2009, in occasione del ventennale della 'svolta' - è sparita pochissimi giorni fa, dopo aver subito nel corso del tempo non solo atti di vandalismo ma anche rimaneggiamenti relativi al testo e ai sottoscrittori.