Zaia: “La politica segua di più il popolo. Io come il pappagallo della barzelletta”

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AGI - Governatore per 15 anni (e per molti di questi in testa a tutte le classifiche del più amato e affidabile d'Italia), apripista in battaglie come quella per l'autonomia o per le Olimpiadi di Milano Cortina, volto di una Lega quasi antitetica a quella "ufficiale" capace di parlare di diritti civili e di eutanasia e forse anche per questo recordman assoluto con ben 203.054 preferenze, il numero più alto mai registrato nella storia italiana. Per Luca Zaia, ex governatore del Veneto e oggi presidente del Consiglio regionale, il 2025 è stato l'anno della svolta tra il divieto del terzo mandato e le tante investiture ipotizzate per il futuro prossimo.

Cosa si porta da questo 2025?

"Mi porto un anno ricco di soddisfazioni perché il 2025 per me è stato anche il bilancio di 15 anno e mezzo di lavoro e mi permette di guardare ai tanti progetti realizzati".

Ha in mente una lista?

"Potrei parlare di sanità che è la più eccellente a livello nazionale, del percorso dell'autonomia, perché va ricordato che se oggi ne parliamo è per quanto fatto da me, della Pedemontana veneta e di molto altro. Ma il più grande risultato è aver restituito ai veneti l'orgoglio di dire che sono veneti".

E dal 2026 cosa si attende?

"Il 6 febbraio si inaugurano le olimpiadi. Saremmo il teatro del più grande evento mondiale e il Veneto e l'Italia che ne usciranno non saranno uguali a come sono oggi. Le Olimpiadi, per quanto riguarda l'area dolomitica, sono una mia creatura: me la sono inventate con un supporto iniziale pari a zero perché tutti pensavano fosse una cosa impossibile, e sulla carta sembrava in effetti impossibile. Poi si sa che la sconfitta ha una sola paternità, la vittoria invece è piena di madri e padri".

Le dispiace non esserci da governatore il 6 febbraio a San Siro?

"L'importante è sapere che ci sarò, che mi hanno invitato. Ricordo che in queste olimpiadi nascevano come Milano 2026, averle fatta diventare Milano Cortina 2026 e aver addirittura la chiusura a Verona è stato tutto lavoro fatto da me".


Qualche rancore nei confronti di chi ha ostacolato in tutti i modi la sua ricandidatura a governatore?

"Sono pragmatico. E come dice Seneca: non è breve la vita, sono gli uomini a renderla breve. E per allungarla serve prendersi meno sul serio, relativizzare quello che succede e sapere che tutto ha un inizio e una fine. Il resto l'avevo detto anche in campagna elettorale con la barzelletta dei tre pappagalli".

Cosa? Può raccontarcela?

"Ci sono tre pappagalli. Il primo costa mille euro perché parla italiano. Il secondo 5 mila perché parla italiano, inglese e risponde al telefono. E il terzo costa un milione di euro. 'Un milione? - chiede un curioso - e cosa saprà mai fare?', 'Cosa sa fare non lo so - risponde il primo - ma so che gli altri due lo chiamano presidente'. Ecco, uno non diventa presidente a caso e il risultato elettorale l'ha dimostrato fino in fondo. Senza la mia corsa lo scenario sarebbe stato diverso".

Si riferisce alle 203mila preferenze?

"Si', ma non solo. Io mi sono messo a disposizione con il cuore e l'ho fatto a prescindere dalla montagna di preferenze ottenute, sapendo che sarei stato un valore aggiunto. L'avevo detto che i sondaggi avrebbero sbagliato tutti: sapevo che si sarebbero sbagliati perchè parlo con la gente e conosco la mia gente".
È stata la sua una rivincita dopo mesi di battaglia sul terzo mandato?

"Guardo oltre. Ho lasciato il mio ruolo con serenità e soddisfazione, sono uscito dal ring dopo 15 anni senza ammaccature quindi direi da vincitore in un mondo nel quale dopo 24 ore hai già la garanzia scaduta".

E nel suo futuro cosa vede? È una bella suggestione quella di sindaco di Venezia, no?

"Mi sono preso un periodo per riorganizzare la mia vita. Quello che sto facendo lo faccio con tutta la passione e l'energia che ho. Ora mi sono preso del tempo per riflettere rispetto alle tante opportunità parlamento, ministero, Venezia, Eni? A tempo debito deciderò cosa fare nella mia vita ma sempre con un faro: il popolo".

Popolo quanto mai trasversale visto il risultato delle urne... 

"Il tema è che se lavori solo per il consenso prima o poi ti fai male. Durante il Covid stato il primo a creare zona rosse con militari in mimetica. Ho chiuso il carnevale di Venezia, cinema, teatri, scuole mentre tutti dicevano che era una banale influenza e mentre Milano manifestava dicendo "Milano non chiude", e cosi' anche Roma. Se avessi pensato al consenso non l'avrei mai fatto". 

Così come parlare di diritti civili in seno al centrodestra?

"Quando ho iniziato a parlare di eutanasia che era come bestemmiare, per me era una cosa giusta e dopo anni usciti sondaggi e l'80% cittadini è a favore. Un tema non propriamente leghista La Lega ha tante provenienze ideologiche ed estrazioni variegate. Trovi quello che proviene dalla sinistra come dalla destra. Certo, deve essere liberale e progressista, nell'alveo di centrodestra: non rinneghiamo le nostre origini e idee ma la Lega di oggi non è quella di 30 anni fa e quella di domani non sarà quella di oggi. Russeau nel contratto sociale dice che il popolo delega a rappresentarlo e quando non rappresenti più ritira la delega. Ecco, il popolo si evolve e le istituzioni devono sempre seguirlo".

Ma questa volta, tornando alle 203mila preferenze e quindi alla volontà popolare di vederla ancora 'al comando', le istituzioni non si sono evolute in questo senso... 

"L'eliminazione dei mandati è fondamentale, è un'anomalia tutta italiana. La giustificazione del blocco come modo per evitare centri di potere è come dire che i cittadini sono allocchi. Non ha alcuna giustificazione".

Che giudizio dà al governo Meloni?

"Il governo sta miracolosamente risanando questo paese. Sta diventando una non-notizia il fatto che il rating del nostro Paese è A e non B e che lo spread è basso come non lo vedevamo da anni. Il governo ha dimostrato di avere le idee chiare e voglia di fare. E Meloni è un ottimo premier che sta dando al Paese lo standing internazionale che da anni non aveva più".

Sarebbe un governo perfetto, insomma, se solo arrivasse anche l'autonomia... 

"'E' un pilastro del governo come il premierato e la riforma della giustizia. Gli impegni presi con i cittadini vanno rispettati cosi' come rispetto ci deve essere anche nei tempi della risposta quindi mi auguro davvero che il governo chiuda brillantemente questa partita prima che di tornare alle urne".

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