Mattarella: "Calma e determinazione sui dazi, speriamo prevalga il buon senso"

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AGI - "Speriamo che il buon senso prevalga": questa la risposta data dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad un giovane della Coldiretti che gli faceva presenti le sue preoccupazioni sui dazi.

 

L'Unione Europea è un "soggetto forte e autorevole" che ha la "forza per interloquire" con i partner esterni "con calma e determinazione" e "contrastare" l'introduzione di misure che, come i dazi, possono innescare processi molto pericolosi. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo all'inaugurazione del villaggio "Agricoltura è" nell'anniversario dei Trattati di Roma.

 

Dagli anni '50 e nonostante il fallimento della Comunità Europea di Difesa, ha spiegato il Capo dello Stato rispondendo alle domande di tre studenti, il processo di interazione ha raggiunto "traguardi inimmaginabili" in campo sociale ed economico. È stato grazie all'euro, ha ricordato, che le "i terremoti finanziari" di inizio secolo non sono riusciti a "travolgere i risparmi dei cittadini europei". La miglior dimostrazione di questo "successo cui altri faranno seguito" sta nel fatto che "altri sette o otto paesi entreranno nell'Unione quando avranno raggiunto gli standard" necessari, come anche la creazione di organizzazioni come l'Asean e il Mercosur, che all'Ue si ispirano.

 

Certo, l'Unione "non è perfetta" e necessita di "processi decisionali più veloci e tempestivi" per far fronte a sfide come il clima, la salute e "l'economia mondializzata". Ma se "ha bisogno di aggiornarsi" questo non le impedisce di essere soggetto autorevole, in grado di gestire con la dovuta serenità e la dovuta fermezza gli scossoni che giungono dall'esterno.

 

"I mercati aperti corrispondono a due esigenze vitali", ha spiegato ancora Mattarella, "la pace e il nostro concreto interesse di paese esportatore" che, ad esempio, destina all'estero il 40 percento del proprio vino ed il 30 percento del proprio riso. Ma a tutti, non solo all'Italia, è chiaro che "i dazi creano ostacoli ai mercati e alla liberta' del commercio, alterano il mercato e penalizzano i prodotti ad alta qualità".

 

"Questo per noi è inaccettabile e dovrebbe esserlo per tutti", ha proseguito citando l'esistenza dell'Organizzazione Mondiale del Commercio creata esattamente allo scopo di "indurre tutti i paesi del mondo a commerciare correttamente, secondo le regole". Non sempre è riuscito, ma "questo sistema è indispensabile" e ad ogni modo le sue violazioni non "possono avere i dazi come risposta".

 

"Quando si parla di guerre commerciali si mette m'accento sull'aggettivo, mentre dovremmo metterlo sul sostantivo", ha detto ancora il Presidente, invitando a considerare la potenziale pericolosità di escalation già avvenute in passato. Ora non si tratta di "alimentare un eccesso di preoccupazioni", ma di essere coscienti che "l'Europa e' un soggetto forte e autorevole per contrastare con calma e determinazione" la politica dei dazi imposti da altri.

 

Non è un caso, ha rilevato il Presidente della Repubblica, che la politica agricola comune abbia costituito la base per ripartire dopo la delusione dello stop alla Comunità Europea di Difesa. "Ne paghiamo ancora le conseguenze", ha detto riferendosi al voto con cui il Parlamento francese disse no all'idea di messa in comune degli eserciti, a meta' degli anni '50.

 

Ma l'integrazione, figlia dell'intuizione di "statisti coraggiosi e lungimiranti", pote' riprendere il proprio corso con i Trattati di Roma e la creazione del Mercato Comune. Già prima era nata la Comunità del Carbone e dell'Acciaio, che oggi equivarrebbe a "mettere in comune petrolio, gas e armi nucleari".

 

Oggi, poi, "l'integrazione e' un fenomeno ben compreso dai giovani" grazie anche a due suoi spetti che i toccano nella vita di tutti i giorni: l'Erasmus e Schengen. "Due fenomeni considerati ormai normali". 

 

 

 

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