L'appello di Mattarella a Hiroshima: "Mai più simili tragedie"

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AGI - Le minacce nucleari nel mondo - dall'Ucraina all'Indo-Pacifico - si stanno moltiplicando. Risultato di scarsa memoria storica, dell'imporsi di pericolose logiche spartitorie, ma anche della disinvoltura con cui alcune potenze nucleari ricorrono a una retorica sconsiderata e bellicista ventilando il ricorso a ordigni atomici. E tutto questo "è inammissibile", deplora il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L'appello da Hiroshima

Giunto a Hiroshima, ultima tappa della sua prima visita ufficiale in Giappone, il capo dello Stato sceglie un luogo emblematico della storia - la sede di Nihon Hidankyo, l'associazione dei sopravvissuti alle bombe nucleari di Hiroshima e Nagasaki - per lanciare un appello accorato che va ben oltre i confini della crisi russo-ucraina: "che nessun altro popolo, che nessun altro Paese, debba affrontare tragedie simili, mai più!"

Dopo aver deposto una corona di fiori al memoriale, con il sindaco della città, Kazumi Matsui, Mattarella si è raccolto insieme alla delegazione italiana alla "fiamma della Pace", che arde su un braciere in pietra a ricordare l'impegno di distruggere tutti gli arsenali sul nostro Pianeta.

Un messaggio di memoria e speranza

Un monumento di grande potenza simbolica ha preceduto le parole, ugualmente potenti, pronunciate dopo aver visitato il Museo della Pace e stretto la mano al presidente della Nihon Hidankyo e a un hibahusha (sopravvissuto) agli attacchi nucleari del 1945. "Cari hibahusha, grazie per l'impegno a mantenere viva la memoria, il vostro insegnamento è un messaggio di speranza", ha esordito il presidente.

Mattarella ha ribadito: "L'orrore da voi vissuto deve rimanere unico, tragico, spartiacque nella Storia, una cesura irreversibile nel percorso dell'Umanità affinché non sia più varcata la soglia dell'annientamento nucleare."

Condanna alle retoriche belliciste

Mattarella ha esortato a non ripetere gli errori del passato e a non farsi ammaliare da Paesi che, con la loro retorica incendiaria e la prepotenza delle armi, dimostrano di non aver imparato dalla Storia. Ha fatto due riferimenti precisi: la Federazione Russa, che con "irresponsabili retoriche di conflitto" ha instillato "l'inaccettabile idea che gli ordigni nucleari possano essere strumenti ordinari"; la Corea del Nord, che continua i suoi test nucleari, "un atteggiamento imperdonabile in questa area del mondo che ha così sofferto".

Le minacce di ricorrere agli ordigni nucleari "sono pronunciate con sconsideratezza inquietante", ha ribadito, aggiungendo che "sono in gioco i destini dell'umanità".

L'impegno dell'Italia

L'Italia, puntualizza Mattarella, "condanna fermamente queste pericolose derive", crede nel multilateralismo e nel dialogo strategico che "sin qui ha evitato un nuovo Olocausto nucleare". La posizione italiana è di condanna per qualsiasi uso del nucleare in guerra e continua a lavorare per la piena realizzazione dell'Articolo VI del Trattato di Non Proliferazione Nucleare. "Una guerra nucleare non può essere vinta da nessuno e non deve mai essere combattuta", ha avvertito.

Mattarella ha sottolineato il consolidamento della partnership tra Italia e Giappone, Paesi che, dopo esperienze totalitarie devastanti, hanno abbracciato i valori della democrazia e del libero mercato. "Roma e Tokyo, riemerse dagli orrori del secolo scorso, possono fare la loro parte per prevenire altri orrori", ha osservato.

Infine, ha auspicato che gli hibahusha di tutti i conflitti continuino a nutrire la memoria collettiva affinché "le future generazioni non cadano nell'illusione che il passato sia un'ombra lontana, priva di insegnamenti".

Ultimo impegno in Giappone

Domani il presidente Mattarella visiterà il santuario shintoista Itsukushima, prima di tornare a Tokyo e decollare per Roma.

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