AGI - “Io non temo nulla: questo film, questa serie, è stata concepita prima e parla della tragedia processuale di Enzo Tortora e della sua assoluzione. Quello che accadrà oggi, per me non ha relazione con la serie”. Il regista Marco Bellocchio risponde così all’AGI a una domanda sull’eventuale timore che la sua serie TV ‘Portobello’, in uscita su HBO Max il 20 febbraio prossimo, possa in qualche modo essere strumentalizzata in vista del referendum sulla giustizia del 21 e 22 marzo. ‘Portobello’, la nuova serie di Marco Bellocchio, con Fabrizio Gifuni, presentata fuori concorso alla 82esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, sarà in programma sulla nuova piattaforma streaming HBO Max. Racconta uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani: la vicenda del presentatore televisivo Enzo Tortora, la parabola tragica della caduta di un uomo innocente.
La domanda, riproposta a Bellocchio anche in conferenza stampa (e ancor più nettamente evasa dal regista), trova in Fabrizio Gifuni, interprete di Enzo Tortora, un interlocutore più loquace ma non meno evasivo: “È evidente che il referendum sulla giustizia coincida temporalmente con un progetto che parte anni prima e arriva a dama in questo momento. Il timore non è di essere strumentalizzati, ma che rispondendo a una domanda su questo tema, fatalmente tutte le domande successive partiranno da questo e non si parlerà della serie. Non si può fare un torto a un lavoro durato 2-3 anni; vederlo schiacciato sulla contingenza è sbagliato. Per cui io, come Marco Bellocchio, preferisco non parlarne ora. Lo farò il giorno dopo che la serie sarà sulla piattaforma”, dice Fabrizio Gifuni.
Il cast completo della serie
Nel cast Fabrizio Gifuni, nel ruolo di Enzo Tortora, Lino Musella, Barbora Bobulova, Romana Maggiora Vergano, Federica Fracassi, Carlotta Gamba, Giada Fortini, Irene Maiorino, Giovanni Buselli, Davide Mancini, Paolo Pierobon, Gianluca Gobbi, Fausto Russo Alesi, Massimiliano Rossi, Pier Giorgio Bellocchio, Alessio Praticò, Alma Noce, Salvatore D’Onofrio, Francesco Russo, Gennaro Apicella, Luciano Giugliano, Alessandro Fella, Antonia Truppo, Gianmaria Martini, e con Gianfranco Gallo nel ruolo di Raffaele Cutolo, Tommaso Ragno nel ruolo di Marco Pannella, Valeria Marini nel ruolo di Moira Orfei, Francesca Benedetti nel ruolo di Paola Borboni e Alessandro Preziosi nel ruolo di Giorgio Fontana.
L'apice del successo e l'inizio dell'odissea
Enzo Tortora è all’apice del successo. Dal ’77 conduce Portobello, trasmissione che raggiunge 28 milioni di spettatori in prima serata. Il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, lo nomina Commendatore della Repubblica. Tortora è il re della TV anni ’80. In quegli stessi anni il terremoto dell’Irpinia dà l’ultima scossa agli equilibri già fragili della Nuova Camorra Organizzata. Giovanni Pandico, uomo di fiducia del boss Raffaele Cutolo, decide di pentirsi. Interrogato dai giudici fa un nome inatteso: Enzo Tortora. Quando il 17 giugno 1983 i carabinieri bussano alla sua stanza d’albergo, Tortora pensa a un errore. Ma è solo l’inizio di un’odissea che lo trascinerà dalla vetta al baratro. Una Via Crucis (come fu definita da molti cronisti dell’epoca) durata quattro anni, dall’arresto il 17 giugno 1983 all’assoluzione definitiva in Cassazione il 13 giugno 1997.
Il pensiero di Marco Bellocchio sull'ingiustizia
Secondo Bellocchio “Enzo Tortora era antipatico a una potente classe intellettuale che vedeva con disprezzo e grande invidia questa sua enorme popolarità, di un liberale che non veniva dal popolo e che era un borghese molto presuntuoso”. Per il regista “non godeva di nessuna protezione” e questo “lo danneggiò, lo condannò”. Tortora alla fine viene assolto anche se per ingiustizia morirà. “Resta il mistero della cecità di certi giudici oltre ogni umana immaginazione. E la perseveranza nel loro errore”, conclude Bellocchio.







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