Trovati in Polonia i primi segni del cannibalismo preistorico

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AGI - Sono stati scoperti da archeologi internazionali, del Catalan Institute of Human Paleocology and Social Evolution (Iphes), del Natural History Museum di Londra e diversi altri altro, in una grotta di Maszycka nella Polonia meridionale, vicino a Cracovia, i primi segni di cannibalismo preistorico. L'ipotesi, come raccontano gli esperti in uno studio su 'Scientific Report', è che la pratica possa riferirsi a una violenta competizione per nuovi territori avvenuta 18mila anni fa, a seguito dello scioglimento delle calotte glaciali (circa 19mila anni fa) che un tempo ricoprivano gran parte dell'Europa; coloro che avevano resistito al freddo in Francia e Spagna iniziarono a prosperare.

 

Questo popolo magdaleniano, l'ultimo del Paleolitico superiore europeo avrebbe creato anche una particolare arte rupestre, ad esempio utensili in osso decorati in modo particolare, in siti come Altamira e Lascaux, sviluppando anche rituali funebri che in poche migliaia di anni si diffusero nell'Europa centrale. Lo studio sembra suggerire che queste popolazioni avevano una predilezione anche per la carne umana, desunta dalle modalità con cui le ossa ritrovate nella grotta sono state tagliate e rotte, riferibili a pratiche di cannibalismo. Ciò dimostrerebbe che il cannibalismo potesse essere una pratica diffusa tra questi primi europei. La grotta vicino a Cracovia è stata oggetto di scavi alla fine del XIX secolo e negli anni '60 durante i quali sono state reperite centinaia di ossa, tra cui teschi di antilope e decine di frammenti di ossa umane appartenenti a uomini, donne e bambini piccoli. Analisi al radiocarbonio datano le ossa a 18mila anni di anni fa e sembra che siano state tutte sepolte nello stesso momento, non in una serie di sepolture susseguitesi nel tempo, confermando ulteriormente atti di cannibalismo.

 

Fra i frammenti etichettati come resti animali, i ricercatori hanno reperito anche frammenti di ossa umane, come femori, clavicole e braccia, spezzate deliberatamente in pezzi lunghi meno di 10 centimetri, difficili da distinguere dai resti animali. Inoltre profondi tagli sulle ossa fresche, suggerirebbero che i corpi siano stati scuoiati poco dopo la morte e le ossa rotte faticosamente per estrarre il midollo ricco di grassi. Anche una manciata di siti magdaleniani molto a ovest sembrano fornire simili indizi di cannibalismo. Gli etnografi hanno inoltre registrato societa' piu' recenti in cui i membri della famiglia consumano i parenti dopo la morte per assorbire la loro saggezza o risparmiarli dalla decomposizione nel terreno.

 

Il cosiddetto "cannibalismo funerario" non era necessariamente un simbolo di violenza, ma anche un possibile simbolo di rispetto e amore: tuttavia non sembra esser il caso delle grotta nella foresta polacca, proprio per le caratteristiche delle ossa ritrovate nella grotta di Maszycka. Si ritiene pertanto che appartenessero non congiunti ma a vittime, forse di un gruppo nemico, i cui corpi venivano mangiati, eventualmente anche con una accezione bellica, come segno di umiliazione.

 

Recenti studi genetici mostrano che le persone cannibalizzate a Maszycka condividevano la discendenza con le persone sepolte nelle grotte magdaleniane piu' a ovest, come confermerebbero anche i tipi di utensili e decorazioni ritrovati che contrastano con l'idea che fossero di gente del posto morta per mano dei colonizzatori bensì vittime per mano di cacciatori provenienti da territori piu' lontani in competizione con i loro simili per un punto d'appoggio in una terra straniera.  

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