Scoperto il più grande getto radio mai visto nell'Universo primordiale

1 mese fa 29

AGI - È stato rilevato il più grande getto radio mai visto nell'Universo primordiale. A identificarlo gli scienziati della Durham University, che hanno pubblicato un articolo su The Astrophysical Journal Letters per rendere noti i risultati del proprio lavoro. Il team, guidato da Anniek Gloudemans, ha utilizzato i dati raccolti dal telescopio internazionale Low Frequency Array (Lofar), una rete di radiotelescopi in tutta Europa. Dagli ultimi decenni, spiegano gli esperti, è noto che la maggior parte delle galassie ospita nel proprio centro un buco nero. Gas e polveri risucchiati all'interno dei buchi neri liberano enormi quantita' di energia, a causa dell'attrito, formando nuclei galattici luminosi, chiamati quasar che espellono getti di materia energetica. Tali fenomeni possono essere rilevati con i radiotelescopi anche a distanze notevoli.

 

Sebbene questi getti non siano rari, finora sono stati associati principalmente a galassie vicine. Grazie a una combinazione di telescopi, gli astronomi hanno ora scoperto un lontano getto radio a due lobi che si estende per ben 200 mila anni luce, almeno il doppio della larghezza della Via Lattea. Il fenomeno, il più grande mai rilevato, è stato identificato grazie al Gemini Near-Infrared Spectrograph (Gnirs), uno strumento montato sul telescopio Gemini North. Determinare le proprietà del quasar, come massa e velocità con cui consuma la materia, è fondamentale per comprendere le sue origini e la sua formazione.

 

Per misurare questi parametri, il gruppo di ricerca ha cercato una specifica lunghezza d'onda della luce emessa dai quasar, la linea di emissione larga MgII. A causa dell'espansione dell'Universo, questa luce viene distorta in lunghezze d'onda maggiori, e il segnale arriva sulla Terra nell'intervallo di lunghezza d'onda del vicino infrarosso, dove è rilevabile con Gnirs. Il quasar, denominato J1601+3102, si e' formato quando l'Universo aveva meno di 1,2 miliardi di anni, appena il nove per cento della sua eta' attuale, e ha una massa 450 milioni di volte maggiore rispetto a quella del Sole.

 

"Il quasar che alimenta questo enorme getto radio - afferma Gloudemans - non ha una massa di buco nero estrema rispetto ad altri quasar. Cio' potrebbe indicare che la potenza del getto non è direttamente proporzionale alla massa dei buchi neri nell'Universo primordiale. Questo oggetto ci mostra cosa possiamo scoprire combinando la potenza di più telescopi che operano a diverse lunghezze d'onda". Gli scienziati hanno ancora una moltitudine di domande su come i quasar radio-luminosi come J1601+3102 differiscano dagli altri oggetti simili. "Non sappiamo ancora - conclude Frits Sweijen, altra firma dell'articolo - quali siano le circostanze necessarie a creare getti radio cosi' potenti, ne' quando si siano formati i primi getti radio nell'Universo. Questo lavoro ci porta un po' piu' vicini a ottenere risposte".  

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