Quanto vale il settore dell'audiovisivo in Italia

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AGI - In Italia, il settore audiovisivo è quello che, considerando l'insieme delle risorse economiche attratte, in termini dimensionali costituisce la componente principale dell'intero sistema della comunicazione e dello spettacolo. Nel 2023, su un valore totale pari a circa 53 miliardi di euro di spesa finale, i servizi audiovisivi ne attraggono infatti 15 miliardi, con un incremento del 3,9% rispetto all'anno precedente. Per dimensioni economiche, tempi di consumo e copertura della popolazione, l'editoria audiovisiva ha dunque acquisito negli anni una evidente crescita, sia sociale che culturale. E questo anche grazie alla rapida evoluzione di Internet, che ha visto una parte rilevante delle offerte grafico-testuali divenire prima multimediali e poi pienamente audiovisive.

A metterlo in evidenza è la quarta edizione del Rapporto realizzato da eMedia e Istituto Bruno Leoni sul sistema audiovisivo e sua evoluzione e dimensioni economiche. Il rapporto si compone di una prima parte, a cura di Emilio Pucci (eMedia), suddivisa in quattro sezioni dedicate al posizionamento del settore audiovisivo all'interno del sistema della comunicazione, alle caratteristiche evolutive del settore audiovisivo, alle risorse attratte dal mercato audiovisivo in Italia dal 2018 al 2023 e agli investimenti pubblici nel settore audiovisivo.

La seconda parte (Approfondimenti) è composta invece da due brevi saggi: il primo è scritto dal sociologo Ivo Stefano Germano, dell'università del Molise, su come sta cambiando, attraverso le piattaforme, la produzione, circolazione e fruizione di contenuti; il secondo a cura di Filippo Cavazzoni, dell'Istituto Bruno Leoni, in cui si fa il punto sullo strumento del tax credit, che ha un ruolo primario nel fare affluire risorse per il settore.

Tema discusso in un convegno al Centro Studi Americani di Roma, con interventi del senatore Maurizio Gasparri (FI), del senatore Antonio Nicita (Pd), dell'amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi, del presidente di Confindustria Radio Televisioni, Antonio Marano (tra l'altro anche componente del Cda Rai), di Gina Nieri, componente del Cda di Mediaset Spa, e conclusioni affidate a Federico Mollicone, presidente della VII Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera.

L'obiettivo e i dati del Rapporto

L'obiettivo è quello di contribuire alla comprensione delle evoluzioni del settore soprattutto con particolare riferimento alla peculiare dimensione nazionale, fornendo una mappatura delle dimensioni dello specifico mercato e degli attori economici presenti, prendendo in considerazione un'area che include tutti i contenuti audiovisivi e multimediali. Eppure, il settore audiovisivo italiano ha dimensioni estremamente ridotte se confrontato con quelli britannico, francese, tedesco e, per alcuni versi, anche spagnolo. E questo finisce con l'avere - dice il Rapporto di eMedia e IBL - una ricaduta enorme sulla dimensione delle imprese editoriali e sulla loro capacita' competitiva dentro e fuori i confini nazionali.

L'aspetto dimensionale del settore risulta oggi ancora più rilevante nel contesto di un drastico e crescente spostamento delle risorse complessive dalle funzioni editoriali a quell'insieme di funzioni prodotte in ambito online. Entrando nello specifico delle risorse attratte dal mercato audiovisivo italiano, la crescita riferita ai dati 2023 è dovuta essenzialmente a una espansione del segmento Online Video e, marginalmente, da una progressiva ripresa della Sala Cinematografica, dopo gli anni di caduta a causa della pandemia da Covid-19.

Nel periodo 2018-2023 il tasso annuo di crescita composto del mercato audiovisivo è stato del 3,6%, in linea con quello del Pil nazionale (3,7%). Va tenuto conto che il mercato audiovisivo si mostra fortemente ciclico, influenzato in particolare dalla spesa delle imprese in inserzioni pubblicitarie e dai consumi delle famiglie. Ed è notorio che queste due componenti sono fortemente correlate al ciclo economico. Infatti, soltanto la spesa dello Stato nell'audiovisivo risulta, in genere, stabile anche in fase recessiva o, al contrario, può aumentare a sostegno del settore in fasi recessive come appunto e' accaduto durante la pandemia da Covid-19.

Nel dettaglio dei volumi delle risorse attratte, la tv lineare rimane di gran lunga il mezzo principale, nell'ambito delle offerte audiovisive. Il Rapporto dice che nel 2023 le risorse complessive attratte dalla televisione lineare gratuita o a pagamento sono state pari a circa 8 miliardi di euro (7.952 milioni) e registrano un andamento stabile rispetto al 2022 ma in calo se si considerano gli anni subito precedenti. La riduzione dei volumi dipende essenzialmente dalla contrazione della spesa delle famiglie sulla pay-tv lineare, assorbita in quote crescenti dalle offerte Online Video a pagamento.

Tuttavia, secondo gli autori dello studio è importante notare che una parte delle risorse attratte dalle offerte Online Video, per quanto ridotta, contribuisce anche ai ricavi degli operatori televisivi. Quanto alle offerte non-lineari, cioè offerte audiovisive distribuite in ambiente Internet (Online Video), su tutte le piattaforme e in diverse modalità, queste possono essere divise in due gruppi di base, a seconda della modalità gratuita (free-to-view) di fruizione o, all'opposto, se sono accessibili dietro pagamento (pay-per-view).

Nel complesso, sulla base dei dati disponibili e raccolti si stima che nel 2023 il valore delle risorse attratte offerte audiovisive Online Video sia stato pari a poco meno di 4,7 miliardi di euro, in crescita continua e importante nel periodo 2018-2023 (CAGR: 27%). E in assoluto si tratta del segmento di maggiore crescita nell'ambito audiovisivo. Circa poi la voce 'sala cinematografica', questa è stata in assoluto l'ambito d'offerta audiovisiva maggiormente colpito dalla crisi generata dalle misure di distanziamento sociale introdotte a seguito della pandemia Covid. Si sono sì registrati segnali di recupero importanti nel 2023, ma è solo nel primo semestre del 2024 che gli ingressi e la spesa del pubblico al botteghino si sono avvicinati a quelli del 2019: gli incassi (pagamenti per i biglietti) risultano pari a 234,6 milioni di euro, cioè il 76% di quanto registrato nello stesso periodo del 2019, ultimo anno pre-pandemia (furono 309,7 milioni).

A fine 2023 gli incassi della Sala cinematografica in Italia risultano pari a 495,8 milioni mentre gli investimenti netti per inserzioni commerciali sono pari a 11,7 milioni, anche questi in risalita rispetto agli anni immediatamente precedenti ma ben lontani dai valori del 2019. Nel Rapporto di eMedia e dell'Istituto Bruno Leoni si parla anche dell'Home Video "fisico". La spesa delle famiglie in DVD e Blu-Ray (noleggiati o acquistati) è stata progressivamente e ormai quasi del tutto sostituita dalla spesa per servizi a pagamento di video online (EST, Electronic Sell Through; TVoD, Transactional Video on Demand; SVoD, Subscription Video on Demand) oltre che dalla fruizione illegale, sempre via Internet, di film, serie e altre tipologie di titoli audiovisivi.

Le stesse offerte non-lineari gratuite (AVoD, Advertising Video on Demand o VSP, Video Sharing Platform) hanno un ruolo sempre più importante su questo piano e sono state e sono un altro servizio sostitutivo dei consumi che una volta venivano effettuati su supporto pre-registrato. E se il mercato dell'acquisto di dischi e' ormai residuale, quello del noleggio già da anni è addirittura estinto. Gli ultimi dati disponibili sui ricavi del mercato dell'Home Video "fisico" (vendita e distribuzione in edicola) risalgono al 2021 e per gli anni 2022 e 2023 sono possibili solo stime (o meglio dire, ipotesi) proiettando il decremento della spesa delle famiglie in DVD e Blu-Ray già determinatasi negli anni scorsi.

Nell'audiovisivo ci sono anche i videogiochi, con un valore complessivo della spesa per l'acquisto - escludendo la componente hardware - che nel 2023 ha raggiunto quota 1.642 milioni di euro, spesa ripartita tra 599 milioni per videogiochi per console e PC acquistati online; 264 milioni per acquisto di dischi (valore in riduzione rispetto all'anno precedente) e 780 milioni per acquisti su App. Se si considera anche la spesa per l'hardware, allora il valore del mercato di questo segmento raggiunge, sempre nel 2023, i 2.308 milioni di euro.

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