AGI - Le persone che hanno ricevuto il vaccino contro l'herpes zoster hanno un rischio più basso di sviluppare demenza. Questo incoraggiante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Nature, condotto dagli scienziati della Stanford University.
Il team, guidato da Pascal Geldsetzer, ha analizzato i dati relativi alla popolazione del Galles. Nella regione, in particolare, i nati dal 2 settembre 1933 in poi sono stati considerati idonei alla vaccinazione, a differenza delle generazioni precedenti. Questa politica ha permesso al gruppo di ricerca di confrontare gli individui che avevano ricevuto il vaccino dal 1 settembre 2013 e coloro che, pur essendo nati a poche settimane di distanza, non erano considerati idonei.
La coorte e i dati sanitari analizzati
Gli scienziati hanno quindi utilizzato i dati sanitari elettronici per confrontare le nuove diagnosi di demenza tra le due fasce di popolazione. La coorte comprendeva in totale 282.541 individui nati tra il 1 settembre 1925 e il 1 settembre 1942. Stando a quanto emerge dall'indagine, le persone che avevano ricevuto la vaccinazione erano associate a un rischio del 2% più basso di ricevere una diagnosi di demenza.
Possibili strategie di prevenzione della demenza
Questa scoperta, evidenziano gli esperti, potrebbe indicare una possibile strategia per prevenire o ritardare l'insorgere della demenza. Saranno necessari ulteriori approfondimenti, ammettono i ricercatori, per determinare se gli effetti osservati siano realmente causali e per capire come viene conferita la protezione.
La letteratura scientifica riporta di casistiche che sembrano collegare l'infezione da virus dell'herpes zoster ad alcune forme di demenza, come la malattia di Alzheimer. Il lavoro sembra corroborare queste intuizioni precedenti.
L'effetto protettivo del vaccino sembrava più evidente tra le donne rispetto alle controparti maschili. Gli autori propongono potenziali meccanismi alla base di questa correlazione, ad esempio la ridotta riattivazione del virus zoster dormiente o un meccanismo immunitario più ampio innescato dal vaccino.
Implicazioni per la salute pubblica
"Sebbene non sia ancora chiaro", commenta Anupam Jena, della Harvard Medical School, "in che modo la vaccinazione contro l'herpes zoster riduca il rischio di demenza, le implicazioni dello studio sono profonde. Questo lavoro suggerisce un possibile intervento economico che potrebbe portare a una serie di benefici inaspettati per la salute pubblica".