Siamo in piena epidemia di obesità, è la sfida del XXI secolo

4 settimane fa 21

AGI - È già in atto un'epidemia globale di obesità che colpisce 2,11 miliardi di adulti sopra i 25 anni e 493 milioni di bambini, motivo per cui serve un impegno politico forte, strategie globali e un'azione immediata dei governi. I dati allarmanti e l'appello sono contenuti in uno studio della prestigiosa rivista scientifica The Lancet, pubblicato in occasione della giornata mondiale dell'obesità.

Secondo la ricerca, senza azione decisa dei leader mondiali, entro il 2050 un'epidemia globale senza precedenti di sovrappeso e obesità colpirà sei adulti su dieci e un bambino o adolescente su tre, travolgendo i sistemi sanitari. La ricerca racchiude i numeri provenienti da 204 paesi e territori in tutto il mondo, basandosi sui dati del Global Burden of Disease, un vasto programma finanziato dalla Bill & Melinda Gates Foundation, volto a raccogliere dati sanitari dalla maggior parte dei paesi.

Gli autori ritengono che l'inazione del governo di fronte alla crescente crisi di obesità e sovrappeso degli ultimi 30 anni abbia portato a un'allarmante esplosione del numero di persone colpite. Tra il 1990 e il 2021, questo numero è quasi triplicato tra gli adulti sopra i 25 anni: è passato da 731 milioni a 2,11 miliardi, e più che raddoppiato tra i bambini e gli adolescenti di eta' compresa tra 5 e 24 anni, passando da 198 a 493 milioni.

"Senza riforme politiche urgenti e azioni concrete, si prevede che entro il 2050 il 60% degli adulti, ovvero 3,8 miliardi di persone, e quasi un terzo (31%) dei bambini e degli adolescenti, ovvero 746 milioni, saranno sovrappeso od obesi", secondo lo studio. Per affrontare "una delle più grandi sfide sanitarie del XXI secolo", occorre adottare piani d'azione quinquennali (2025-2030) con misure chiave: "Regolamentare la pubblicità di alimenti ultra-processati, integrare infrastrutture sportive e campi da gioco nelle scuole, incoraggiare l'allattamento al seno e diete equilibrate fin dalla gravidanza e sviluppare politiche nutrizionali adattate a ciascun Paese", suggeriscono gli autori.

- La finestra di azione è molto breve, poiché, secondo le proiezioni, "entro il 2050, un giovane su tre affetto da obesità, ovvero 130 milioni, vivrà in due regioni: Nord Africa e Medio Oriente, seguiti da America Latina e Caraibi, con gravi conseguenze sanitarie, economiche e sociali", sottolineano gli autori dello studio. Si prevede che l'obesità giovanile aumenterà del 121% a livello globale, con un totale di 360 milioni di bambini e adolescenti obesi entro il 2050. I primi a essere colpiti, con un forte aumento previsto dal 2022 al 2030 a livello globale, sono i ragazzi di età compresa tra 5 e 14 anni: nel 2030, si prevede che in questa categoria ci saranno più obesi (16,5%) che sovrappeso (12,9%).

Per giunta, questa epidemia di obesità aumenterà ulteriormente la pressione sui sistemi sanitari già sovraccarichi, in particolare nei paesi con poche risorse, poiché si prevede che entro il 2050 circa un quarto degli adulti obesi nel mondo avrà 65 anni o più. I bambini e gli adolescenti sovrappeso in gran parte dell'Europa e dell'Asia meridionale necessitano di strategie preventive, mentre sono cruciali interventi urgenti per molte ragazze adolescenti sull'orlo dell'obesità in Nord America, Australia, Oceania, Nord Africa, Medio Oriente e America Latina.

Secondo i dati del 2021, oltre la metà degli adulti sovrappeso od obesi vive in soli otto Paesi: Cina (402 milioni), India (180 milioni), Stati Uniti (172 milioni), Brasile (88 milioni), Russia (71 milioni), Messico (58 milioni), Indonesia (52 milioni) ed Egitto (41 milioni). 

Leggi l'intero articolo