Schlein sfida Meloni sull'europeismo

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AGI - Il manifesto "Verso gli Stati Uniti d'Europa" è la sfida a Giorgia Meloni sull'europeismo. A lanciarla è Elly Schlein e la scelta del timing non sembra casuale. Nelle stesse ore, infatti, alla Camera va in scena l'ultimo atto del braccio di ferro interno alla maggioranza sul decreto Ucraina, quello che conferma gli aiuti umanitari e militari a Kiev da parte dell'Italia. Un appuntamento che ha avuto come prologo l'uscita di due deputati della Lega - Sasso e Ziello - dal gruppo di appartenenza per approdare, assieme all'ex Fratelli d'Italia Emanuele Pozzolo, in Futuro Nazionale, la sigla appena tenuta a battesimo dal generale Roberto Vannacci, proprio in polemica con la scelta di confermare l'impegno al fianco dell'Ucraina.

In Aula si vota la fiducia al governo e il provvedimento. Il Pd non si discosta da quanto fatto nei mesi scorsi e, dopo aver 'bocciato' il governo, vota il provvedimento. M5s e Avs bocciano la fiducia e il provvedimento, nonché gli odg presentati dai vannacciani, a rimarcare che, nonostante le critiche all'approccio militare dei due gruppi di opposizione, le distanze con il generale sono siderali. Lo ripete anche Conte quando sottolinea che "noi non abbiamo nulla a che vedere con chi ha atteggiamenti filorussi, abbiamo condannato da subito l'aggressione della Russia".

Schlein e l'appello per un'Europa più forte

Mentre il confronto si accende in Aula alla Camera, quindi, ecco che Schlein si collega da remoto con Bruxelles per la conferenza stampa convocata dal capo delegazione Pd, Nicola Zingaretti, promotore dell'appello-manifesto: "L'appello chiede cose concrete", spiega Schlein: "Un bilancio europeo più forte; una politica estera e di difesa comune; superare l'unanimità e il veto; lavorare sulle cooperazioni rafforzate. Quattro punti perché l'Europa possa mantenere la promessa di prosperità fatta alle nuove generazioni".

L'affondo di Schlein contro Meloni e Merz

Da qui parte l'affondo nei confronti della premier: "L'estrema destra che non ha mai creduto nell'integrazione europea ci porta a sbandare, lo abbiamo visto ieri con il pessimo voto che fa un passo indietro sul diritto di asilo". Non solo: Schlein mette decisamente nel mirino l'asse che Meloni e il cancelliere Merz hanno saldato nei giorni scorsi. "Il governo italiano e tedesco stanno facendo asse ma lo fanno in una direzione che non serve". La ricetta di Schlein, al contrario, è quella degli investimenti comuni: "Gli eurobond sono necessari per il rilancio europeo, ma su questo il governo ha un atteggiamento di resa. Se guardiamo ai fatti, ai tempi in cui c'era un governo giallorosso e il presidente del Parlamento si chiamava David Sassoli, la battaglia è stata fatta. Ci sono ragioni per andare avanti su questa strada". Su questo c'è sintonia tra il Nazareno e Campo Marzio.

La frattura tedesca sul debito comune

Poco dopo la conferenza di Schlein, è il presidente dei senatori M5s, Stefano Patuanelli a sottolineare che "il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha dichiarato che nella nuova realtà geopolitica l'Europa dovrebbe valutare l'emissione di più debito comune per creare un mercato europeo più liquido e attrarre investitori internazionali. È una posizione diversa da quella espressa dal cancelliere Merz, che continua a considerare il debito comune solo come strumento emergenziale. Dentro la stessa Germania si apre quindi una frattura tra chi comprende che serve un salto di qualità europeo e chi vuole mantenere un approccio restrittivo, paradossalmente siglato anche dal governo italiano con la firma sul patto di Stabilità".

Il fronte riformista e la campagna del Pd

Ma a un fronte aperto da Schlein con Meloni, ne segue un altro aperto dai riformisti nei confronti della segretaria. L'eurodeputata del Partito Democratico di estrazione riformista, Elisabetta Gualmini, starebbe valutando l'uscita dal partito. Fonti parlamentari a Bruxelles confermano che la scelta è maturata nel tempo e che da Roma vi sono già stati tentativi di dissuadere l'eurodeputata. Tentativi al momento vani. Ancora non è chiaro se Gualmini resterà nel gruppo dei Socialisti e democratici all'Eurocamera o uscirà, con il passaggio al gruppo Renew Europe tra le possibili opzioni. Intanto, i capodelegazione dem organizza la campagna a sostegno del manifesto: "Da qui ai prossimi sessanta giorni saremo impegnati in 15 eventi in tutta Italia promossi dal Pd per dire che siamo dentro un conflitto, ma ci siamo con le idee molto chiare. No a un immobilismo democratico, no alla distruzione dell'Europa che ha come protagonista anche l'amministrazione americana", spiega Zingaretti: "Dobbiamo aprire una nuova stagione che vada incontro agli italiani che chiedono protezione. L'Italia che si chiude è una Italia più debole. L'Europa può garantire protezione al nostro paese. I veri patrioti siamo noi".

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