Sarnemo al Quirinale. Mattarella incontra gli artisti

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AGI - C'è una prima volta anche per il Palazzo del Quirinale. Nei suoi saloni sono passati e passano tanti artisti. La cultura viene celebrata in tanti modi, ma che il casto completo di un'edizione di Sanremo arrivasse sul colle più alto non era mai successo. Ma Sanremo, si sa, non è mai stato soltanto un concorso canoro. È un rito di passaggio, un termometro sociale e, come confermato oggi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un pilastro della nostra identità nazionale.

In un’atmosfera di solenne ma cordiale partecipazione, il Capo dello Stato ha accolto i protagonisti della 76esima edizione del Festival, guidati dal direttore artistico Carlo Conti e da una Laura Pausini visibilmente partecipe nel suo ruolo di co-conduttrice. L’incontro ha segnato un momento di riflessione profonda su cosa significhi oggi fare musica in Italia e su quanto il Festival sia cambiato dalle sue origini fino a diventare un evento che travalica i confini dell’intrattenimento.

 

 

Proprio partendo dal confronto con il passato, il Presidente Mattarella ha voluto sottolineare come l’impegno richiesto agli artisti sia oggi molto più sfaccettato rispetto a quello degli esordi. Se un tempo la canzone bastava a se stessa, oggi la responsabilità verso il pubblico è aumentata. Secondo il Presidente, infatti, rispetto alle prime edizioni della manifestazione ora "c'è da curare il messaggio, l'immagine" che "ogni anno viene scoperta" quando viene messo in onda. Questo significa che ogni nota e ogni parola portano con sé un peso che contribuisce alla narrazione del Paese. Mattarella ha rivolto un saluto caloroso ai presenti, evidenziando che "quello che fate è espressione della vostra capacità artistica ma anche impegno per la vita culturale del Paese".

Sanremo, cultura e territorio

Il discorso del Capo dello Stato ha poi allargato l’orizzonte, inserendo Sanremo in un ideale percorso geografico e intellettuale che tocca diversi punti cardinali dell’Italia. "Nei giorni scorsi sono stato a Cortina e Milano, domani sarà a Nuoro per ricordare il Premio Nobel conferito a Grazia Deledda", ha osservato Mattarella, spiegando che "si tratta di tre forme diverse di cultura del nostro Paese, unite da un comune filo conduttore". In questa visione d’insieme, il Festival non è un corpo estraneo o una distrazione, ma un motore che "raccoglie, esprime e sollecita i giovani a partecipare al mondo della musica leggera e pop". Per il Presidente, Sanremo è diventato col tempo un "appuntamento la cui importanza travalica e apparenze, è sostanziale" e che avrà un impatto profondo su "milioni di persone".

La nostalgia del presidente e i numeri del festival

 

 

Non è mancato un tocco di nostalgia personale, che ha mostrato il lato più umano del Presidente. Mattarella ha ricordato di aver vissuto la nascita del fenomeno sanremese fin dagli inizi, confessando di ricordare molto bene la prima edizione del 1951. "Avevo 10 anni", ha detto con un sorriso, pur mantenendo un perfetto equilibrio istituzionale nell’evitare di svelare le sue preferenze tra i cantanti dell’epoca per non mancare di equità. Ha però evocato con piacere la "voce inconfondibile" del presentatore di allora, Nunzio Filogamo, e ha elogiato "il grandissimo trascinamento popolare" che la Rai ha garantito nel corso dei decenni. Guardando ai dati odierni, il Capo dello Stato ha confermato la vitalità del progetto: "Per quello che so", ha aggiunto, "oggi mediamente sono 20 i milioni di italiani che lo seguono sera per sera". Un dato che non è solo statistico, ma simbolico, perché "questo dimostra quanto la musica leggera, pop, facciano parte del patrimonio culturale italiano".

L'emozione di carlo conti

L’emozione di chi ha vissuto l’incontro da protagonista è esplosa una volta fuori dal Palazzo. Carlo Conti, che si appresta a guidare questa nuova avventura, ha descritto l’esperienza con parole cariche di stima: "Il Presidente è stato straordinario come sempre e ci ha detto delle parole meravigliose". Conti ha raccontato di un dialogo fitto, in cui il Festival è stato nobilitato con paragoni illustri e riferimenti letterari. "Abbiamo parlato di come Sanremo rappresenti un po' le Olimpiadi della musica italiana. Dal Presidente della Repubblica abbiamo ricevuto parole straordinarie nei confronti della musica e io che non mi emoziono mai, mi sono emozionato. Ha citato anche Manzoni", ha rivelato il conduttore, ancora scosso dall'intensità del momento.

Le parole di laura pausini e la legittimazione culturale

Dello stesso tenore sono state le parole di Laura Pausini, che ha sottolineato l’importanza storica di questa accoglienza collettiva per i Big in gara. "Quando entri nella sala senti il cuore battere forte perché il Presidente della Repubblica è una persona a cui io voglio molto bene e penso che tutti gli italiani siano molto orgogliosi di lui e di come ci rappresenta", ha dichiarato la cantante. La Pausini ha poi voluto evidenziare un passaggio del discorso presidenziale che l’ha colpita particolarmente: "Ieri era a Cortina, oggi è qui con noi a Roma. La cosa più bella che ha detto è che la musica popolare italiana fa parte della cultura del nostro Paese. Le istituzioni non lo dicono mai e questo è molto commovente". Con questa legittimazione ai massimi livelli, Sanremo si appresta ad accendere i motori, consapevole di essere, oggi più che mai, un pezzo fondamentale della storia e del costume dell'Italia intera.

 

 

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