Oscar e look, parola d'ordine sobrietà. Ma non troppo

1 mese fa 17

AGI - Tra scintilli, trasparenze e volumi, la notte degli Oscar resta sempre e comunque l'appuntamento clou per il cinema nella sua versione glamour. La parata di stelle che ogni anno incorona il meglio del cinema mondiale, interpreta anche tendenze e anticipa motivi della moda.

La stravaganza, quest'anno non è il tema. Non lo è per la stagione di incendi che ha devastato Los Angeles e colpito anche molte dei protagonisti della lunga notte degli Oscar. Qualcuno si è anche mobilitato nei soccorsi e nell'accoglienza di chi è rimasto senza una casa. Naturale che la scelta di tanti non potesse andare in controtendenza rispetto a un clima piuttosto segnato dagli eventi. Eppure, qualche nota a margine non manca. 

 

Come per Cynthia Erivo, l'aspirante strega Elphaba, che ha scelto un tono di verde molto scuro, perfetto per una serata di gala. Perfetto al punto da sembrare noioso. Ma solo per il tono. Quanto alle forme spigolose ed eccessive. Per non dire dei "gioielli", che non stanno al collo, al polso e ai lobi, ma alle dita. E non sono anelli. Unghie da strega, sì, ma unghie gioiello.

 

Zoe Saldana sceglie una silhouette a sbuffo, balze giganti e morbide come una nuvola, di un bordeaux che si fonde alla trasparenza laminata del corpetto e dei lunghi inediti guanti in tulle. Eleganza e originalità. 

 

Julianne Hough, che conduce lo show del red carpet ha come parola d'ordine la leggerezza: del tessuto, del colore, delle linee, del portamento. un gusto retrò anche nell'acconciatura che ricorda molto serate e dive di decenni fa. Intramontabile.

 

Nostra signora del cinema Isabella Rossellini sceglie il blu, versione velluto, senza eccessi nella scollatura, ma con strascico e ampiezza. Il tono cangiante regala luce, senza competere con i gioielli importanti. Per l'Italia, la sua presenza alla notte degli Oscar, vale tutta la cerimonia. 

 

In un tripudio di smoking stile vecchia Hollywood, sempre graditi, sono poche le note di colore che accompagnano le presenze maschili. Il giallo canarino di Timothée Chalamet è una di questa. Lui è giovane, carismatico e pronto a fare incetta di premi nella carriera che sta tutta davanti. Ha tempo per porsi il problema di come farsi notare di più. 

 

 

 

 

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