AGI - Un candidato vaccino contro l’HIV è riuscito a indurre anticorpi neutralizzanti già dopo una singola somministrazione, un risultato mai osservato prima nei modelli animali. È quanto dimostra uno studio di un equipe del Vaccine & Immunotherapy Center, The Wistar Institute, Philadelphia, pubblicato su Nature Immunology, che potrebbe aprire la strada a protocolli vaccinali molto più brevi e accessibili rispetto a quelli sperimentati finora.
Il risultato è stato ottenuto in primati non umani grazie a una nuova strategia di progettazione del vaccino, capace di superare un limite considerato finora strutturale nello sviluppo di un’immunizzazione efficace contro l’HIV. Attualmente, i protocolli sperimentali richiedono spesso sette, otto o più iniezioni prima di osservare una risposta neutralizzante. In questo caso, una sola dose è stata sufficiente per ottenere una risposta misurabile già dopo tre settimane.
L'immunogeno sperimentale WIN332
Lo studio si concentra su una proteina dell’involucro del virus HIV-1, chiamata Env, e in particolare su una sua regione chiave, l’epitopo V3-glicano. Contrariamente all’approccio tradizionale, i ricercatori hanno rimosso completamente uno zucchero specifico, il glicano Asn332, ritenuto finora indispensabile per il riconoscimento da parte degli anticorpi. Da questa scelta è nato l’immunogeno sperimentale WIN332.
Risposta immunitaria con una singola dose
Dopo una singola iniezione di WIN332, gli animali hanno sviluppato una neutralizzazione dell’HIV a bassa intensità ma chiaramente rilevabile. Una seconda immunizzazione con un immunogeno correlato ha poi aumentato in modo significativo il livello di neutralizzazione, suggerendo la possibilità di ridurre drasticamente il numero complessivo di dosi necessarie per ottenere una protezione efficace.
Identificazione di nuove classi di anticorpi
L’analisi immunologica ha inoltre permesso di identificare due classi distinte di anticorpi neutralizzanti diretti contro la regione V3-glicano. Accanto agli anticorpi già noti, dipendenti dalla presenza del glicano Asn332, è emersa una nuova classe di anticorpi in grado di legarsi al virus anche in assenza di questo zucchero. Questa scoperta amplia il ventaglio di risposte immunitarie potenzialmente sfruttabili nello sviluppo di futuri vaccini contro l’HIV.
Prospettive future e sperimentazioni cliniche
I risultati hanno già attirato l’interesse di organizzazioni internazionali impegnate nella salute globale, con l’obiettivo di portare il candidato vaccino verso le prime sperimentazioni cliniche sull’uomo. Nel frattempo, sono in corso ulteriori studi preclinici per ottimizzare la sequenza di immunizzazione e aumentare ulteriormente l’efficacia della risposta neutralizzante.







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