Negli Usa inflazione in frenata al 2,4%: sotto le attese degli analisti

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AGI - Gli Stati Uniti hanno iniziato l'anno con una netta frenata dell'inflazione: i prezzi al consumo sono infatti aumentati del 2,4% su base annua a gennaio contro il 2,7% del mese precedente e al di sotto delle stime degli analisti, che prevedevano il +2,5% annuo.

Nonostante si siano rafforzate sul mercato dei futures le scommesse di un terzo taglio dei tassi a giugno (date all'83%), Wall Street ha aperto negativa e i ribassi si stanno accentuando. La questione del costo della vita rimane tuttavia centrale negli Stati Uniti. Trump ha promesso di ripristinare il potere d'acquisto degli americani. Ma anche se in modo meno rapido, i prezzi continuano ad aumentare e gli fanno temere di perdere voti nelle elezioni previste alla fine dell'anno.

L'impatto dei dazi doganali e il rallentamento dei prezzi

Nonostante infatti le sue rassicurazioni (l'inflazione "non è un problema"), i prezzi sono aumentati ancora meno rapidamente nel mese di aprile 2025 (+2,3% su base annua), periodo corrispondente all'annuncio del presidente Usa di un aumento dei dazi doganali sui prodotti importati. Il rallentamento a sorpresa osservato a gennaio "rafforza la nostra convinzione che gli aumenti dei prezzi dei beni legati ai dazi doganali siano ormai alle nostre spalle", commenta in una nota Bernard Yaros, di Orxford Economics.

Dinamiche settoriali: cali e rincari

Tale frenata è influenzata in particolare dal calo del carburante (-7,5% a gennaio su base annua). I consumatori beneficiano anche di un calo del prezzo delle auto usate (-2%). Per contro, le bollette del gas e dell'elettricità registrano notevoli rincari (rispettivamente +9,8% e +6,3% su base annua). Il prezzo delle uova, che era salito alle stelle lo scorso anno a causa di un calo della produzione dovuto all'influenza aviaria, è sceso di circa il 34% rispetto a gennaio 2025. Nel complesso, tuttavia, i prodotti alimentari registrano un aumento del 2,9%. All'inizio di quest'anno, le compagnie aeree hanno inoltre aumentato notevolmente il prezzo dei biglietti (+6,5% su base mensile).

La posizione attendista della Fed e i segnali contrastanti

Questo perché, secondo quanto spiega Eswar Prasad, economista della Cornell University, la combinazione di dati sull'inflazione relativamente bassi e dati sull'occupazione positivi all'inizio di questa settimana ha avuto "un effetto altalenante sulle aspettative di tagli dei tassi, dando sia ai falchi che alle colombe" della Fed la possibilità di tagliare i tassi o di mantenerli invariati. Il rendimento dei titoli del Tesoro a due anni, che riflette le aspettative sui tassi di interesse, è sceso leggermente sulla scia dei dati sui prezzi. "Non credo che questo spingerà la Fed ad agire più rapidamente", ha affermato a FT Jonathan Hill, responsabile della strategia sull'inflazione statunitense presso Barclays. "I dati ci stanno inviando segnali contrastanti". Gli economisti hanno infatti accolto con favore il calo dell'inflazione, ma hanno avvertito che potrebbe essere ancora distorto dallo shutdown. La Banca centrale ha mantenuto i tassi tra il 3,5% e il 3,75%, dopo tre riduzioni consecutive di un quarto di punto. I dati sull'occupazione hanno mostrato che l'economia ha creato 130.000 posti di lavoro il mese scorso, a indicare una ripresa dello slancio.

Prospettive future e l'obiettivo del 2%

Ma la cautela è d'obbligo in quanto l'inflazione ha continuato a mantenersi al di sopra dell'obiettivo annuale del 2% fissato dalla Fed. I funzionari continuano a esprimere preoccupazione per il mercato del lavoro. La spesa dei consumatori ha tenuto abbastanza bene lo scorso anno. La banca centrale deve affrontare dinamiche mutevoli quest'anno, con un gruppo di presidenti regionali a rotazione che sembra orientato verso una posizione più aggressiva nella lotta all'inflazione. Giovedì scorso il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato alla CNBC che vede un "boom degli investimenti" come un vento favorevole, mentre l'inflazione tornerà all'obiettivo della Fed "a metà di quest'anno". Ora si attende l'aggiornamento sui prezzi delle spese per consumi personali del Dipartimento del Commercio.

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