AGI - Il 29 gennaio 'Le cose non dette' di Gabriele Muccino con Stefano Accorsi, Claudio Santamaria, Miriam Leone e Carolina Crescentini.
Il regista romano torna a parlare di crisi di coppia, di amore, tradimenti e questa volta alla base di tutto sembra esserci l'assenza di dialogo.
Credi che sia questo uno dei problemi delle coppie contemporanee?
"Nella natura dell'uomo c'è il fatto di non sapersi raccontare, di non saper riconoscere fino in fondo alla persona che è accanto i propri difetti, le cose di cui giustamente si vergogna. Si costruiscono così rapporti di amore intensi, importanti, su un fondo di cose non dette".
"Queste cose non dette poi diventano oceani – cito una strofa della canzone di Mahmood (autore del brano 'Le cose non dette' scritto proprio per il film, ndr) – si creano 'oceani di cose non dette' che ci allontanano, ci separano, ci rendono più soli, più silenziosi. In qualche modo accettiamo con una forma di rassegnazione questa trasformazione, questa involuzione del nostro rapporto. Quella è un po' la fine delle storie d'amore, quando uno si arrende al fatto di lottare per essere ancora complice e ancora amante. È molto facile dirlo, ma molto difficile metterlo in pratica".
A chi si rivolge il tuo film?
"Le coppie protagoniste di questo film sono due cinquantenni, però i problemi di coppia sono problemi universali. Questo è un film che riguarda tutti: riguarda i figli, riguarda i genitori, riguarda i compagni, le compagne, i mariti, le mogli, i nostri genitori, anche quando siamo già noi stessi adulti. Riguarda tutti noi perché le cose che non ci siamo detti sono troppe".
E 'le cose non dette' diventano un problema insormontabile
"I muri che si sono alzati sono troppo alti per essere abbattuti e quindi siamo prigionieri proprio delle cose che non abbiamo saputo tramandarci, raccontarci, confessarci, accettare quando ci sono state dette. Questo è l'elemento più forte del film che poi porterà proprio anche alla sua deflagrazione, che lascerà il pubblico senza parole ma pieno di pensieri e di riflessioni sulle proprie esistenze".







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