Meloni: "Invio truppe europee in Ucraina è una soluzione inefficace"

4 settimane fa 22

AGI - "Ho già detto quello che penso di questa proposta: sono molto, molto perplessa su questa proposta, l'ho detto dall'inizio, non la considero particolarmente efficace, la considero anche molto complessa. Penso che la questione ovviamente centrale della pace in Ucraina, sulla quale penso che dobbiamo fare tutti gli sforzi possibili per favorire un processo di pace, chiaramente salutando favorevolmente dall'iniziativa americana tutti coloro che vogliono arrivare a un processo di pace ma una pace giusta ha bisogno di garanzie di sicurezza certe. Le garanzie di sicurezza certe secondo me stanno sempre nell'alveo dell'alleanza atlantica, l'unico modo serio per garantirle è quello, poi ci sono diversi modi per farlo in cui stiamo portando avanti le nostre proposte ma secondo me è quella di inviare truppe non meglio identificate, truppe europee poi, insomma francesi, britanniche piuttosto che, è la soluzione più complessa e forse la meno efficace". Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa al termine del vertice Ue straordinario.

"L'ho detto, l'ho ribadito. Ho anche escluso la possibilità che in questo quadro possano essere inviati soldati italiani e penso che dobbiamo ragionare anche su soluzioni più durature anche di quelle che potrebbero rappresentare oggi un invio di truppe. Altro tema è le questioni delle missioni di peacekeeping delle Nazioni Unite ma è tutta altra materia perché sono missioni che intervengono quando c'è un processo di pace iniziato e non è la proposta di cui si sta parlando in queste ore e ripeto su questa proposta qui io continuo a essere molto molto perplessa", ha aggiunto. 

Concedere l'articolo 5 della Nato all'Ucraina "penso che sicuramente sarebbe molto più efficace - ha aggiunto - è una cosa diversa dall'ingresso nella Nato però è estendere la stessa copertura che hanno i paesi Nato anche all'Ucraina. Credo che quella sarebbe una garanzia di sicurezza stabile, duratura, effettiva, più di alcune delle proposte che sto vedendo e per cui sicuramente è una delle proposte che noi mettiamo sul tavolo". 

Italia non intende usare fondi coesione per armi

"Abbiamo condotto una battaglia per escludere i fondi di coesione, cioè per escludere la possibilità che venissero forzatamente dirottate risorse dai fondi di coesione alle spese sulla difesa. È rimasta una clausola per cui volontariamente le nazioni possono fare questa scelta. Chiaramente noi non possiamo impedire che altre nazioni decidano di fare questa scelta, soprattutto quelle che sono più esposte, ma per quello che mi riguarda io proporrò al Parlamento di chiarire fin da subito che l'Italia non intende dirottare fondi della coesione, sono fondi importantissimi per noi, sull'acquisto di armi. E questa sarà ovviamente una decisione che poi prenderemo insieme al Parlamento, sicuramente sarà la proposta che io porterò avanti". Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa al termine del vertice Ue straordinario. 

"L'Italia ha segnalato che la gran parte di queste risorse sono risorse che in qualche maniera hanno a che fare con il debito. Chiaramente quando nazioni come la nostra si approcciano con la materia del debito ci sono dei rischi che vanno tenuti in considerazione. Io penso che, ad esempio, stiamo elaborando adesso questa proposta che verrà portata dal ministro Giorgetti al prossimo Ecofin, che si debbano ad esempio immaginare strumenti di garanzia europee per gli investimenti privati sul modello di InvestEU, quindi stiamo facendo delle proposte per cui si possano reperire anche delle risorse per favorire gli investimenti e quindi anche creare posti di lavoro, aiutare le aziende con delle garanzie europee per quegli investimenti". Ha spiegato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commentando il piano ReArm Eu.

"Saluto positivamente anche il fatto che all'indomani della proposta della presidente della Commissione di aprire allo scomputo delle spese di difesa dal calcolo del rapporto deficit/Pil ci sia anche un dibattito che comincia ad aprirsi su una revisione complessiva del Patto di stabilità e crescita. Probabilmente se alcune delle cose che abbiamo detto quando è stato varato il nuovo Patto fossero state ascoltate al tempo un po' di più oggi non saremmo di fronte a questa situazione, ma è sicuramente una notizia che salutiamo positivamente". Ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

"Chiaramente non riguarda, per come la vedo io, un'eventuale revisione del Patto, solamente la vicenda della difesa, riguarda soprattutto la vicenda della competitività, cioè dell'autonomia strategica che riguarda moltissime materie che sarà oggetto del prossimo Consiglio europeo", ha aggiunto. 

 

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