La vera prova da superare per aggiudicarsi Sanremo

1 mese fa 18

AGI - Prima o poi a qualcuno dovrà venire in mente: la scala sul palco dell'Ariston c'è sempre stata. Simbolo incontestabile della scenografa di ogni festival che si ricordi. E tutti quelli che coraggiosamente o provocatoriamente hanno calzato scarpe con tacchi o indossato abiti che non fossero da trekking hanno subito la forca caudina. Ma prima o poi qualcuno dovrà pensarci a un corrimano. Non si può vedere Miriam Leone, uscita vittoriosa da una gravidanza per sfoggiare un morbido lungo nero con perle, fissare i gradini e pensare di continuo"non cado, non cado, non cado".

 

E neppure Elettra Lamborghini, l'unica cantante che non deve aspirare al disco di platino per guidare una "Lambo" di proprietà, può presentarsi in abito da sirena bianco ghiaccio con fregi in argento invocando la mano di Conti, che ha fatto e farà da liftboy per tutti gli arrivi.

Ha avuto qualche esitazione persino il piccolo Samuele Parodi, ferratissimo sulla storia del Festival, un po' meno su come si scende per la scala di Sanremo. E nemmeno con un paio di sneakers bianchissime ha evitato di incespicare. Massimo Ranieri abituato alle capriole sul palco, si concede addirittura un saltello, ma tanto si sa che lui "se bruciasse la città"...


E poi, dopo la gag di Katia Follesa, che preferisce una discesa in bob piuttosto che una scivolata in mondovisione, cosa si aspetta? Chi ha bisogno dell'accompagno è JoanThiele: può badare alla chitarra, allo strascico pure contenuto, ma i tacchi no, troppo anche per una giovane artista. Conti rimette subito la divisa da liftboy manuale. Del resto il festival numero 75 non è granché tecnologico. L'unico investimento è stato sull'autotune. Ma un corrimano costa meno. 

 

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