La storia d'Italia di Crosetto  

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AGI - Ha da poco trovato spazio sugli scaffali delle librerie ‘Storie di un ragazzo di provincia' (Piemme), autobiografia di Guido Crosetto incentrata sull'arco temporale che lega la sua infanzia all'abbandono volontario della carica di deputato del marzo 2019, lasciando fuori dalla narrazione gli ultimi anni vissuti alla guida del dicastero della Difesa. Una scelta che coincide con la chiara intenzione dell'autore - sottolineata dallo stesso titolo del libro e suffragata dalla sua redazione in una lingua quanto mai diretta e colloquiale - di proporsi in un autoritratto personale più che da politico di successo. 

Venuto al mondo tra le piane del cuneese, ed educato al rispetto della terra da un padre produttore di macchine agricole, il giovane Crosetto è un ragazzo come tanti altri - anche se a Torino, da universitario, diventa amico dello sfortunato figlio dell'avvocato Agnelli, Edoardo - finché l'improvvisa morte del genitore lo riporta alla natia Marene, di cui diventa sindaco a soli 27 anni esordendo alla
politica attiva sotto le insegne della Dc. Saranno gli effetti del terremoto di Tangentopoli a convincerlo, dopo l'iniziale riluttanza, a passare in seguito a Forza Italia e poi al Popolo della Libertà, fino alla creazione con Giorgia Meloni e Ignazio La Russa del ‘fenomeno' Fratelli d'Italia, assurto in pochi anni, da esperimento politico di minoranza, a primo partito del Paese.

Accanto a quella di un creatore di imprese (innumerevoli e quanto mai diverse le intraprese di Crosetto nel corso della vita) gradualmente coinvolto nel contribuire alla più grande di tutte, lo Stato, nel libro scorre veloce la storia d'Italia degli ultimi 35 anni. Ed è proprio questo il suo aspetto più interessante. Concedendosi, ovviamente, d'esprimere la propria visione dei fatti ad ogni passaggio, Crosetto conduce il lettore a ripercorrere i principali eventi che dal crollo della Dc ai giorni nostri hanno segnato la vicenda politica italiana, evidenziandone così rapidità di successione e portata. Da Tangentopoli all'invenzione di Forza Italia, dalla nascita del Popolo delle Libertà alla crisi dello spread e al Governo Monti, dall'ascesa dei 5 Stelle a quella di Giorgia Meloni, l'amarcord privato diventa un 'come eravamo' collettivo guarnito da gustosi dietro le quinte. 

Viaggiando in retroguardia, ma finendo spesso per ritrovarsi in prima linea, il ragazzo di Cuneo partito sindaco di un paese di poche anime incontra e più volte si scontra sul percorso con tutti i big della vita pubblica italiana, di cui dispensa aneddoti e ritratti. Berlusconi, Letta, Scajola, Tremonti, Bossi, Fini, D'Alema sono soltanto alcuni nomi di un excursus che ha la peculiarità di farci sbirciare nei Palazzi della politica. Il capitolo dedicato all'esperienza di Crosetto in Commissione Bilancio, per esempio, rivela la difficoltà di un ‘péon' (quale si autodefinisce l'attuale Ministro) nel raffrontarsi con i ‘potenti', sottolineando la differenza d'approccio tra chi scrive materialmente le leggi e chi non l'ha mai fatto in vita sua.

Non meno spassionata la riflessione sui costi del personale statale, da non tagliare mai per partito preso, ad avviso di Crosetto, ma al contrario, semmai, da elevare secondo giusto merito e soprattutto logica, allo scopo di garantire massimo rendimento e indipendenza ai funzionari che mandano avanti la macchina pubblica. Senza il buon funzionamento della quale anche il miglior pilota non arriva da nessuna parte. Il libro si chiude con l'uscita di Crosetto dal Pdl e quella nascita di FdI resa iconica dalla foto che ritrae proprio lui prendere in braccio Giorgia Meloni, replicando lo storico gesto di Roberto Benigni con Enrico Berlinguer. Qualche anno dopo abbandonerà la politica attiva 'sua sponte' tra gli applausi dei colleghi di Montecitorio, per poi ritornarvi richiamato dalla premier alla Difesa. Ma questa è un'altra storia. E forse, in futuro, un altro libro.

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