In arrivo 'Follemente', una battaglia dei sessi in chiave 'Inside Out'

1 mese fa 20

AGI - Un po' 'Inside out' della Disney/Pixar un po' 'Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere' di Woody Allen. E moltissimo Paolo Genovese. Questo è 'Follemente', l'ultimo film del regista romano campione d'incassi con 'Perfetti sconosciuti', in uscita nelle sale italiane in oltre 500 copie il 20 febbraio. Come nel film Disney ci sono le emozioni che si fanno persone e guidano i protagonisti che qui sono impegnati nel loro primo appuntamento. Come in Woody Allen il cervello è un'altalena di emozioni ma il motore è il sesso. Anche se stavolta non è l'unico motore, visto che il sentimento e il desiderio di affetto hanno un loro peso specifico.

 

 

Ma in 'Follemente' c'è tanta commedia italiana, tanto spessore unito a una leggerezza mai banale. E, soprattutto, c'è un cast affiatatissimo, seppure diviso in due/tre sottocast. Ci sono i due protagonisti dell'incontri, due esseri umani che in testa hanno le emozioni: Edoardo Leo (Piero) e Pilar Fogliati (Lara), due ragazzi in cerca di una relazione stabile ma anche desiderosi di accoppiarsi dopo un lungo periodo di astinenza, divisi tra la voglia di lasciarsi andare e la paura di rimanere ancora una volta delusi e feriti. Quindi ci sono gli altri due cast, eccezionali. Nella testa di Lara le quattro emozioni che la guidano sono Claudia Pandolfi (Alfa), Emanuela Fanelli (Trilli), Maria Chiara Giannetta (Scheggia) e Vittoria Puccini (Giulietta). Alfa è la razionalità, il cinismo, il dubbio. Trilli la parte adolescenziale, sfrenata, gaudente. Poi c'è Scheggia che è la parte più eccentrica e naif mentre Giulietta è il pensiero romantico, sognatore, poetico.

 

Alle quattro emozioni femminile fanno da contraltare le quattro maschili, con gli stessi compiti: Marco Giallini (Il Professore), Claudio Santamaria (Eros), Rocco Papaleo (Valium) e Maurizio Lastrico (Romeo). Inevitabile pensare al capolavoro campione d'incassi planetario 'Inside Out', ovviamente, ma Paolo Genovese chiarisce subito che l'idea della sceneggiatura, seppure molto in divenire, gli è venuta tanti anni prima del film Disney del 2015. "La genesi del film risale al 1999 quando feci spot per la Rai il cui slogan era: 'In un abbonato Rai ci sono tanti soggetti. Cerchiamo di abitarli tutti' - racconta durante l'incontro stampa di presentazione al cinema Barberini di Roma - un po' di anni fa ho iniziato a scrivere la prima versione del film con molti dubbi. Poi abbiamo trovato questa idea: abbiamo scelto un momento specifico della vita, il primo appuntamento in cui tutti andiamo in confusione, quando la nostra testa frigge. E' stato un lavoro di sceneggiatura molto interessante".

 

 

 

'Follemente' è stato scritto da Paolo Genovesi insieme a Paolo Costella a cui si sono aggiunte tre donne: Isabella Aguilar, Lucia Calamaro e Flaminia Gressi. Si è creato così un team dai cui conflitti è scaturita la sceneggiatura finale. "Cosa succede nella testa degli sceneggiatori quando scrivono un film? Le liti che su vedono sullo schermo sono le stesse che abbiamo avuto in sceneggiatura. Tra cui quella su chi deve dare il primo bacio. In pratica ci siamo divisi in diverse fazioni". La forza del film, destinato certamente a diventare uno dei grandi successi del cinema italiano del 2025 (almeno), è che funziona incredibilmente bene il meccanismo della commedia. Giuste battute, giuste pause, giusti movimenti di attori e di macchina, giusti i tempi e, soprattutto grandissima armonia del cast (elemento chiave del successo di 'Perfetti sconosciuti').

 

"Il tentativo è di riuscire a fare una commedia come Woody Allen che abbia un umorismo di situazione e non di battuta - spiega Genovese - la commedia di situazione è difficile perché devi costruire una situazione che fa ridere, un'alchimia, una magia, un gioco di prestigio. Il mio tentativo è di fare una commedia in stile inglese, sarcastico, che amo molto ma se i meccanismi funzionano te ne accorgi solo in sala. Lì capisci se il gioco di prestigio funziona o meno. Dalle proiezioni test che abbiamo fatto devo dire che abbiamo visto ottima reazione del pubblico che, ovviamente, a volte ci ha spiazzato ridendo per battute a cui non davamo credito e stava in silenzio in altre che ritenevamo molto divertenti". 

 

 

Il film, spiega Genovese, è "una commedia pop a grande immedesimazione, che strizza l'occhio al pubblico, che vuole bene al pubblico attraverso i suoi personaggi. Penso possa avere un calore, indulgenza e calore per gli spettatori e spero di trasmetterlo col film". Nella sua complessita', 'Follemente' è comunque riducibile alla battaglia dei sessi, alla realtà degli anni in cui viviamo in cui le donne sono emancipate e pretendono sempre più libertà e autonomia mentre gli uomini sono confusi, cresciuti nella cultura patriarcale e costretti a confrontarsi con un sesso ex debole spesso dominante. "E' complicata la convivenza tra i sessi - spiega il regista trattando proprio questo argomento - gli uomini hanno rimesso tutto in discussione ed è interessante capire cosa dobbiamo fare. Una specie di 'escape room' dove hai tutti gli indizi ma se sbagli sei fuori. Tutto è diventato complicato - prosegue Genovese - nel rispetto della necessaria evoluzione del rapporto dei sessi, la presa di coscienza che la società ha avuto è stata così rapida che c'è stato poco tempo per riadattarsi".

 

Alle parole di Genovese si associa anche Edoardo Leo: "Cambiamo le dinamiche, ma sono diversi secoli che si parla sempre dello spostamento dei ruoli. Oggi c'è un'altra ridefinizione, ma resta immutabile il momento del primo appuntamento - spiega l'attore romano - devi mostrare quello che sei, cercando di nascondere le tue fragilità o paure mentre a volte sarebbe bello farle uscire. Il primo appuntamento è una partita a scacchi che uomini e donne giocano da sempre. A volte le paure o fragilità sono affascinanti, ma uomini e donne continuano a tenerli dentro. Il film in definitiva - conclude - racconta un grande classico, un primo appuntamento che dà sempre le stesse emozioni a 18 anni e a 70". Uno degli elementi di forza del film è il cast. Dieci attori che, seppure a gruppi, si amalgamano in maniera magnifica. "Non ho pensato agli attori in fase di sceneggiatura, l'ho fatto solo alla fine - dice ancora il regista - l'armonia e il divertimento di gruppo era quello che volevo. E devo dire che il set sembrava la ricreazione di un asilo. Quello degli uomini, ma anche quello delle donne. Ma il tempo di cazzeggio ce lo siamo ritrovato tutto nel film".

 

 

 

 

Leggi l'intero articolo