Il centrosinistra pressa Meloni su Trump. Schlein scrive alla premier danese

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AGI - Tra un meme di Trump con la bandiera Usa piantata in Groenlandia e lo screenshot dei messaggi di Macron al presidente americano che scorrono sugli smartphone, in Transatlantico si fa di conto. E si conclude che gli 'slot' per le comunicazioni della premier Giorgia Meloni sul vertice europeo straordinario di giovedì su Groenlandia e Dazi si vanno riducendo di ora in ora. E contemporaneamente il pressing delle opposizioni sulla premier Meloni sale di intensità.

Le opposizioni in pressing 

Se il vertice è fissato per giovedì alle 19, si ragiona tra i deputati del Pd, la premier potrebbe essere in Parlamento domani o, al massimo, giovedì mattina. I capigruppo di M5s, Pd, Avs, Italia Viva, Azione e Più Europa, in una lettera congiunta ai presidenti di Camera e Senato, hanno già chiesto l'esame dell'atto di indirizzo con il quale il governo intende procedere in ambito Ue.

La lettera di Schlein alla premier danese nonchè leader dei socialdemocratici 

Intanto, la segretaria del Pd prende carta e penna e scrive una lettera a Mette Frederiksenpremier danese e leader dei Socialdemocratici che vede la 'sua' isola minacciata dalle mire di Trump. "Le ripetute e continue minacce del Presidente degli Stati Uniti Trump contro la sovranità territoriale della Danimarca e il diritto all'autogoverno della Groenlandia, sono totalmente incompatibili con i principi delle relazioni internazionali, il rispetto dello stato di diritto e anche con i più elementari standard della diplomazia".

La leader dem ricorda poi che "l'integrità territoriale e la sovranità sono pilastri del diritto internazionale. La loro tutela è essenziale non solo per l'Europa, ma per la comunità internazionale nel suo complesso, al fine di garantire la pace e la sicurezza globale.

A nome del Partito Democratico, desidero esprimere la nostra piena solidarietà e il nostro inequivocabile sostegno al popolo e al governo della Groenlandia e della Danimarca", assicura: "Potete contare pienamente sulla solidarietà di tutte le forze progressiste in Italia e in tutta Europa, per difendere il diritto internazionale, la sovranità democratica e sostenere l'integrità territoriale della Danimarca.

Avremo l'opportunità di discutere di questa situazione in una delle nostre prossime riunioni del Pse e di lavorare per una strategia comune all'interno della nostra famiglia progressista. Ora più che mai l'Unione Europea e i suoi Stati membri devono dimostrare la loro unità".

Parole che arrivano nel giorno in cui a Davos tiene banco il governatore della California e principale 'aspirante' democratico alla Casa Bianca, Gavin Newsom.

Newsrom, Trump è come un T-Rex

"Trump è come un T-Rex, se non lo affronti direttamente sarete divorati", avverte Newsom conversando con i cronisti a margine del Forum nella città svizzera. "Basta lusinghe, basta premi, basta caz...te, smettete di provare a blandirlo, smettete di comportarvi come se con lui si potesse negoziare, rispondete ai colpi, dovete prenderlo a pugni in faccia", aggiunge il governatore, con un implicito riferimento ai messaggi a Trump da parte di Macron e Rutte.

Calenda, diferendere la digintà di noi europei 

Carlo Calenda sottoscrive parola per parola: "Newsom ha ragione: i messaggi di Rutte e Macron a Trump sono imbarazzanti. Esiste il dovere di difendere la nostra dignità di europei e di italiani. Quando un Presidente posta un meme con i leader europei modello scolaretti e la mappa della Groenlandia con la bandiera americana ci vuole qualcuno capace di dargli un calcio nelle chiappe politico. Aridatece Craxi", chiosa il segretario di Azione, forse ricordando la Crisi di Sigonella.

Magi critica la premier 

Giorgia Meloni continua a fare il pesce in barile ed evita di rispondere sulle mire imperialiste del suo amico Donald Trump", dice Riccardo Magi: "Servirebbe invece chiarezza e dovrebbe farlo in Parlamento prima della seduta straordinaria del Consiglio europeo: è d’accordo con il cedere la Groenlandia, cioè un pezzo di Europa, a Trump? E’ d’accordo con la minaccia illegale dei dazi dell’amministrazione Usa?", aggiunge il leader di Più Europa.

Il Pd, "Meloni venga in Aula" 

Peppe Provenzano, deputato e Responsabile Esteri del Pd rinnova "la richiesta di comunicazioni della premier in vista del consiglio straordinario Ue di giovedì. Non è serio", aggiunge Provenzano, "liquidare quanto sta accadendo con un problema di comprensione, come ha fatto Meloni, fingendo di non capire che Trump rappresenta una minaccia. Servivano parole chiare che non sono arrivate: 'la Groenlandia non si tocca', e di fronte a quanto sta accadendo non basta limitarsi a dire che non si condivide".

Provenzano registra tuttavia un fatto nuovo: "C'è un pezzo di Europa che per la prima volta vuole reagire e le forze politiche hanno il dovere di dire da che parte stanno, vogliamo sapere cosa pensa la maggioranza". Ma se "le opposizioni hanno una posizione chiara", conclude l'esponente dem, "nel governo c'è una contraddizione: FI è a favore di una reazione UeFdI contraria. L'Italia invece di stare in prima fila frena e invita a chinare il capo e questo è il contrario di patriottismo".

M5s e Avs 

Quanto sta facendo Meloni, è l'accusa lanciata da Chiara Appendino di M5s, "non è governare, è trasformare palazzo Chigi nella dependance di Trump. Meloni ha il dovere di dirci cosa dirà al tavolo in Ue".

Marco Grimaldi, vice capogruppo Avs: "Di fronte alle nuove minacce di dazi da parte di Trump, l'Italia non può restare in silenzio. Serve un mandato chiaro del Parlamento al governo in vista del vertice straordinario Ue. La sospensione dell'intesa sui dazi con gli Usa sarebbe un primo segnale di dignità".

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