AGI - In Australia si è scatenata una guerra per il controllo della NBL, la Lega professionistica di basket oceanica, con al centro il futuro ambasciatore dell'amministrazione Trump in Nuova Zelanda, il super donatore repubblicano Jared Novelly. Novelly, figlio di un petroliere di St. Louis proprietario della Apex Oil, è il patron degli Illawarra Hawks, franchigia di Wollongong, nel Nuovo Galles del Sud. Possiede anche una quota dei Bay Area Dragons di Hong Kong.
La rivolta contro Larry Kestelman
Ora è lui a guidare la rivolta delle franchigie di Australia e Nuova Zelanda contro Larry Kestelman, il 58enne magnate australiano degli immobili che da un decennio controlla la NBL. Kestelman, di cui Novelly si è candidato a prendere il posto, è accusato di conflitto d'interessi per le quote che possiede nei Tasmania JackJumpers e nel Melbourne United, anche se ha fatto sapere che se ne sta liberando.
L'indagine sugli Illawarra Hawks
A far precipitare lo scontro è stata proprio la decisione della NBL di incaricare una società specializzata di indagare sulle finanze degli Hawks per eventuali irregolarità, pochi giorni dopo che la franchigia del Nuovo Galles del Sud aveva battuto il suo Melbourne United nella finalissima del torneo, la scorsa settimana.
La reazione delle franchigie ribelli
Le franchigie 'ribelli' - a gennaio in sette sulle dieci totali si erano già schierate per un cambio al vertice - hanno inviato un esposto in Svizzera alla FIBA, la federazione mondiale per chiedere una sospensione di Kestelman per "sospetta violazione" del codice di condotta FIBA. Per ora Kestelman tiene duro e un suo portavoce ha fatto sapere che "non intende rispondere ad accuse infondate già affrontate in precedenza".
La possibilità di un processo o di un ritiro di Novelly
Ora è probabile che lo scontro approdi in tribunale e forse Novelly dovrà recedere comunque dalla sua candidatura a succedere a Kestelman, una volta che la sua nomina ad ambasciatore in Nuova Zelanda sarà stata confermata dal Congresso USA. Trump, del resto, lo ha definito "un filantropo molto rispettato" che "metterà sempre l'America al primo posto".