Carriere alias nelle scuole, cosa prevede la proposta di legge della Lega

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AGI - Tre articoli e una premessa. Ecco che cosa prevede la proposta di legge della Lega sulle cosiddette carriere 'alias' nelle scuole, che introduce il consenso informato preventivo degli studenti o dei loro genitori se minorenni per poter partecipare a lezioni di educazione alla sessualità. "L'esigenza dell'intervento risponde, in primo luogo, alla necessità di offrire adeguate tutele a tutte le parti della comunità scolastica, in primo luogo all'alunno o alunna che manifesti tali situazioni, alla famiglia, al dirigente scolastico chiamato a valutare l'eventuale richiesta di attivazione di una cosiddetta carriera alias, ai docenti della classe coinvolta e ai compagni di classe", si legge nell'introduzione alla proposta di legge. E si specifica: "Come noto, la carriera 'Alias' - o identità Alias - è un protocollo che prevede la possibilità di chiedere di essere registrati, in ambito scolastico, con il nome che corrisponde alla propria identità di genere percepita anche se questo è diverso da quello anagrafico. La necessita' legislativa deriva proprio dall'opportunità di offrire un quadro di regole omogeneo che sia applicabile in tutti i contesti scolastici stante l'attuale vuoto normativo". Quindi disciplina da introdurre nel nostro ordinamento:

Identità 'alias' certificata dal Ssn

Viene stabilito che "la richiesta sottoposta ai dirigenti scolastici deve essere supportata da idonea documentazione redatta da strutture del Servizio sanitario nazionale attestante l'avvio della procedura di rettificazione di attribuzione di sesso di cui alla legge del 14 aprile 1982, n. 164. Con tale procedura si potrà evitare che il riconoscimento o meno sia attribuito ad una valutazione meramente discrezionale sprovvista di adeguati basi oggettive", viene spiegato. Di fronte alla richiesta presentata, "il dirigente scolastico, previa condivisione con il consiglio di classe dell'alunna o dell'alunno, adotta le relative misure relative al solito ambito scolastico". Se la richiesta dovesse riguardare un minore, la domanda dovrà essere presentata "dai genitori o da coloro che ne esercitano la potestà genitoriale". Viene poi stabilito che "i bagni e gli spogliatoi scolastici debbano continuare a essere distinti in maschile e femminile e che gli studenti possano utilizzare esclusivamente quello dedicato al proprio sesso come attribuito alla nascita". Quindi si specifica che "nelle competizioni sportive scolastiche debba essere rispettata, ove previsto, la partecipazione nella categoria maschile o femminile a seconda del sesso attribuito alla nascita". 

Consenso informato preventivo

Si stabiliscono disposizioni in materia di consenso informato preventivo "delle famiglie ovvero degli studenti, se maggiorenni", sulle "attività scolastiche riguardanti il tema della sessualità, con particolare riferimento al "Patto educativo di corresponsabilità tra scuola, famiglia e studenti", alle "attività extracurricolari e alle attività relative all'ampliamento dell'offerta formativa previste dal Piano triennale dell'offerta formativa". La proposta, si legge, "è orientata a rafforzare l'alleanza scuola-famiglia, affinché, nel rispetto del primato educativo della famiglia, della libertà di insegnamento dei docenti e dell'autonomia riconosciuta alle istituzioni scolastiche, tutte le componenti abbiano un ruolo strategico e siano parte attiva del processo formativo ed educativo. L'intervento deriva dalla necessità di informare tempestivamente e accuratamente le famiglie ovvero gli studenti, se maggiorenni, consentendo loro di esprimere l'adesione" con un consenso "in forma scritta, sulle attività extracurricolari e sugli ampliamenti dell'offerta formativa (entrambi inseriti nel Piano triennale dell'offerta formativa), che riguardano tematiche dell'ambito sessuale".

No a distorsioni della lingua italiana

Si prevede che le comunicazioni inviate dalla scuola ai docenti, al personale, scolastico, agli studenti e alle loro famiglie "includano il riferimento al genere maschile o femminile. Si vuole così porre un freno alla distorsione della lingua italiana, censurata anche dall'Accademia della Crusca, che vede sostituire le desinenze maschili e femminili con un asterisco o altro segno grafico", è la ratio che ispira la Pdl. "Giova infatti ricordare che la lingua italiana, diversamente da quella latina, non dispone di elementi morfologici che possano contrassegnare un genere diverso dal maschile e dal femminile e che lo standard maschile al plurale è da considerare come genere grammaticale non marcato, tanto più che il genere come categoria grammaticale non coincide affatto con il genere naturale", viene rimarcato. 

Salvini: "Bene l'educazione sessuale ma no a confusione"

"Il nostro faro, come Lega, è da sempre la libertà e le libertà. Nel 2025 nessuno si può permettere di discriminare, men che meno di aggredire, qualcuno perché omosessuale, transessuale, eterosessuale. Ognuno ha il diritto di amare e condividere la propria vita con chiunque voglia". Lo ha detto Matteo Salvini nel corso della presentazione di un libro sul 'gender' del deputato della Lega Rossano Sasso.
"Come Lega - ha rivendicato - abbiamo fatto una battaglia per portare l'educazione civica vera nelle scuole. Mi piacerebbe ci fosse un'educazione alla sessualità, alla prevenzione, ovviamente non alle elementari, mi piacerebbe che i nostri figli, da professionisti non ideologizzati, capissero che cosa si rischia se non si adottano delle precauzioni. Ci riteniamo più moderni e più aperti rispetto ad altri che usando la sessualità per propaganda politica".
"Il carcere e la pena di morte in tanti Paesi islamici per gli omossessuali è un abominio, ma libertà educativa - ha sottolineato allora il leader della Lega - vuol dire che uno ha diritto di dire sì e uno no. I corsi che portano confusione, quella è un'altra roba". "Noi sfidiamo la sinistra nell'ottica della modernità", ha aggiunto

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